Nuovo ‘inquilino’ per Cygnus A

Un oggetto celeste è stato individuato vicino al ‘cuore’ della galassia, grazie allo sguardo elettronico della ‘squadra’ di radiotelescopi del VLA. La scoperta sarà illustrata su The Astrophysical Journal.
Si trova nella costellazione del Cigno, ad una distanza di circa 800 milioni di anni luce dalla Terra ed è nota agli studiosi sin dal 1939, anno in cui fu scoperta da Grote Reber, pioniere della radioastronomia: è questo l’identikit della galassia Cygnus A, che torna alla ribalta per aver stupito gli addetti ai lavori con una ‘sorpresa’ nei pressi del suo nucleo. 

La galassia, per circa vent’anni, non è stata oggetto di osservazioni e quando gli astronomi hanno avviato un nuovo programma di indagine, utilizzando nel 2015 e nel 2016 i radiotelescopi del VLA (Very Large Array) in Nuovo Messico, hanno notato un insolito oggetto brillante. 

L’oggetto, situato vicino al ‘cuore’ di Cygnus A, ha fatto discutere gli studiosi che lo hanno ritenuto un tipo di supernova particolarmente raro oppure la manifestazione di un altro buco nero supermassiccio, ubicato presso il ‘collega’ già noto al centro della galassia. Nella foto accanto, un ‘concept artistico’ che illustra la seconda ipotesi (Credits: Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF). 

Dai primi anni ’80, quando è stato completato il VLA, e fino al 1996 Cygnus A è stata osservata spesso e, nei dati acquisiti durante queste campagne di studio, l’oggetto misterioso non era presente. Nel 2012 è stato completato l’aggiornamento del VLA e, potendo disporre di una strumentazione molto più potente, gli astronomi hanno deciso di dare nuovamente un’occhiata alla galassia. 

 

Il team della ricerca ha eseguito osservazioni anche con il sistema di radiotelescopi VLBA (Very Long Baseline Array), che ha confermato la presenza del nuovo oggetto. 

Ulteriori verifiche sono state effettuate tramite l’esame delle osservazioni di Hubble e dei telescopi del Keck Observatory svolte tra il 1994 e il 2002; i dati in questione hanno evidenziato la presenza di un debole oggetto infrarosso proprio nello stesso punto dove è stata individuato, con il VLA, il nuovo ‘abitante’ di Cygnus A. Nella foto accanto. la zona centrale della galassia in un’immagine realizzata con i dati di VLA e Hubble (Credits: Perley, et al., NRAO/AUI/NSF, NASA). 

Secondo gli studiosi, quindi, l’oggetto dovrebbe essere connesso a qualche fenomeno o processo che è avvenuto dopo la metà degli anni ’90. 

La natura del misterioso ‘inquilino’ ha sottoposto gli studiosi ad un vero rompicapo e, dopo ulteriori indagini, il gruppo di lavoro, tra le due teorie formulate, propende per quella che ipotizza la presenza di un secondo buco nero in Cygnus A. 

Infatti, l’oggetto – che si trova a circa 1500 anni luce dal buco nero principale della galassia – presenta molte caratteristiche tipiche di un buco nero che sta rapidamente divorando il materiale circostante. Probabilmente, per gli studiosi, questo secondo ‘ghiottone cosmico’ è diventato visibile perché si è imbattuto in una nuova fonte di materiale di cui cibarsi: una stella ‘imprudente’ oppure gas derivanti dalla fusione di Cygnus A con un’altra galassia.

Lascia un commento