Vittorio Sgarbi rischia querela da Luigi Di Maio

Vittorio Sgarbi comincia di botto e accende i toni della campagna elettorale. Siamo oramai nel pieno di questa fase pre elezioni, si voterà per le politiche il prossimo 4 marzo, ma già il fuoco della competizione arde in maniera preoccupante.

Vittorio Sgarbi, lite in trasmissione

Vittorio Sgarbi, che non è certamente noto ai più per avere toni tranquilli e concilianti, ha avuto da ridire contro Luigi Di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle e che aspira ad essere il nuovo premier del nostro Paese.
Qual è stato, però, il motivo del contendere? La discussione, degenerata poi quasi in rissa, si è consumata negli studi de La7, mentre andava in onda una puntata di Non è l’Arena.
Vittorio Sgarbi era ospite di Massimo Giletti, e in studio si discuteva della questione relativa ai vitalizi e agli stipendi della classe politica. All’inizio, quindi, la discussione era pacata e tranquilla, nei toni adeguati che ci aspetta in una trasmissione di approfondimento. Fino a quando non si è passati a ben altre maniere.

Vittorio Sgarbi perde la testa

Improvvisamente, infatti, il tono di Vittorio Sgarbi ha preso derive completamente diverse da quelle iniziali. Durante la discussione, quella pertinente alla definizione di vero politico, il critico d’arte ha avuto una specie di tracollo, tipico dei suoi, e ha cambiato completamente modo di esprimersi.
Si è accanito contro gli esponenti del Movimento 5 Stelle e, nello specifico, ha deciso che aveva qualcosa da dire a Luigi Di Maio, uno dei personaggi più di spicco del gruppo dei pentastellati, vicepresidente della Camera dei Deputati.
La frase peggiore di tutto il suo discorso, però, che man mano si è acceso nei toni, è stata proprio quella rivolta direttamente a Luigi Di Maio citato più volte da Sgarbi durante la trasmissione in onda su La7, in cui ha spiegato la sua teoria secondo la quale “il vero politico disonesto è quello incapace”.
Ma, non contento della sua definizione, ha insistito sullo stesso tenore, se possibile peggiorando il tiro: “Se non hai qualità, tu vicepresidente della Camera che ti chiami…come si chiama quel balordo piccolino…Di Maio…non meriti 16mila euro al mese perché non conti un c…o, non vali un c…o e sei un co…..e qualunque. Studia, vai a scuola, abbi un titolo.”.

Nessuna replica da Luigi Di Maio

Queste le parole di un Vittorio Sgarbi senza più freni, che ha continuato la sua invettiva contro Di Maio e, non contento, infine ha voluto concludere scagliandosi con una critica generale verso il Movimento 5 Stelle, non ricevendo, almeno fino a questo momento, nessuna replica.