Telefoni fissi nelle celle delle carceri . La “rivoluzione” del Ministero della Giustizia

Per il ministero della Giustizia, “l’iniziativa vuole favorire il mantenimento delle relazioni familiari considerate un fattore essenziale per il reinserimento ed evitare una delle principali fonti di incidenti all’interno delle carceri, il traffico di telefoni cellulari”. Da qui la decisione di estendere la sperimentazione a tutte le carceri del Paese.
E in Italia? Come riferisce Ristretti Orizzonti a chiedere che “si faccia anche qui da noi” è la radicale Rita Bernardini. “In Italia ogni detenuto ha 10 minuti di tempo alla settimana e solo per la famiglia. Con ovvie conseguenze, tipo il continuo sequestro di cellulari. Adesso si spera di ampliare i tempi con la riforma dell’ordinamento penitenziario. Altra storia in Spagna dove ogni detenuto ha una scheda e può chiamare quando vuole”. (lp)

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