Mistero sull’aereo russo caduto: aereo era già in fiamme prima dell’impatto ma passò i controlli di routine

Cosa è successo davvero al volo AN-148 della Saratov Airlines? Perché, prima di schiantarsi al suolo nei pressi del villaggio di Stepanovskoenelle il velivolo era in fiamme? Che tipo di “guasto tecnico” o “errore umano” – le due ipotesi principali al vaglio – sono avvenuti? Domande che attendono una risposta, forse in arrivo a breve grazie al ritrovamento delle due scatole nere.

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Per ora, lo scenario al quale assistono i 500 e oltre tra operatori, agenti e volontari intervenuti nella zona con difficili condizioni atmosferiche, è terribile: sono stati ritrovati 209 frammenti di corpo sparsi fra pezzi di rottami, lettere e altri oggetti disseminati “per chilometri” spiegano i soccorsi. Le vittime confermate della tragedia sono 71, tra cui un cittadino svizzero.
Quel che si sa ad ora è che l’aereo aveva passato i controlli di routine ma, pare, il comandante dell’AN-148 della Saratov Airlines precipitato aveva rifiutato la procedura di ‘de-iceing’ prima del decollo giudicando che le condizioni meteorologiche non erano tali da renderla necessaria. Inoltre un video, che mostra l’aereo poco prima dello schianto, conferma il fatto che il mezzo fosse già in fiamme prima dell’impatto.
Per precauzione intanto la Saratov Airlines ha deciso di sospendere i velivoli Antonov AN-148 in attesa dei risultati dell’indagine sulle cause dell’incidente di eri. Così la compagnia aerea in una nota, citata da Interfax. “La direzione di Saratov Airlines ha deciso di sospendere temporaneamente i voli degli AN-148: ci scusiamo per le imminenti modifiche al programma di volo”, ha detto la compagnia aerea. La Saratov Airlines possiede nella flotta sei aerei AN-148.