Bruxelles ci chiederà 9 miliardi subito.Brutte notizie per il Ministro Tria

Brutte notizie per  Giovanni Tria, che sarà presto impegnato a far quadrare i conti pubblici e pressato per dare seguito alle promesse elettorali di M5S e Lega. Per il Centro studi di Confindustria, che ha diffuso oggi le nuove previsioni, la crescita 2018 rallenta, il mercato del lavoro peggiora, il deficit e il debito pubblico sono visti in aumento e l’Europa busserà alle porte del Ministero per chiedere una manovra correttiva da 9 miliardi di euro già quest’anno.Per rispettare le regole europee e centrare i target condivisi con la Commissione serve una manovra bis a valere sul deficit 2018 di 9 miliardi, cioe” 0,5 punti di Pil, e una manovra correttiva di 11 miliardi (0,6 punti percentuali) nel 2019, come peraltro già indicato dall’Ue. Lo calcola il Centro Studi di Confindustria nelle nuove previsioni economiche prendendo a riferimento i target fissati per il deficit/pil (1,4% quest’anno e 0,8% nel 2019) e considerando la flessibilità già accordata all’Italia dall’europa (0,3 punti nel 2018). “Ci sono pochi spazi di bilancio per l’Italia”, ha detto Montanino.
Per il lavoro si allungano “ombre sul mercato del lavoro che appare non più tonico” come nei mesi scorsi e ” ha perso slancio tra fine 2017 e inizio 2018″. Si stima un tasso di disoccupazione al 10,9% nel 2018 e 10,6% nel 2019. La componente dipendente torna ad essere trainata dal temporaneo, quindi si rileva una tendenza al lavoro a termine probabilmente indotta dal rinnovato clima di incertezza. Il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, definisce “un errore” le disposizioni previste dal Governo nel decreto dignità – aumento dei contributi a carico dei contratti a termine, reinserimento delle causali e taglio del numero dei rinnovi possibili – “perché l’ occupazione non si genera irrigidendo le regole. Sono solo interventi formali che non porteranno alcuna positività e questo comprende anche l’idea di reinserire le causali. Sono solo elementi formali, non costano nulla ma la sostanza non la vediamo”.