Meloni: “Impedisce agli agenti di fare il loro lavoro”

Abrogare la legge della scorsa legislatura con cui è stato introdotto – dopo un iter molto faticoso e svariati richiami dell’Europa – il reato di tortura e al tempo stesso aumentare le pene per i reati di minaccia o resistenza a pubblico ufficiale. Sono le due proposte di legge che Fratelli d’Italia ha presentato a Montecitorio e per cui Giorgia Meloni si è spesa anche con un tweet. Sostenendo addirittura che “il reato di tortura impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”. Poi cancella il tweet, lo riscrive aggiungendo che il reato di tortura – “come è formulato oggi” – impedisce alle forze dell’ordine di fare il proprio lavoro. E aggiunge anche un video.
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Una legge – quella sulla tortura – in realtà considerata molto timida da ong e associazioni per i diritti umani e anche da parlamentari che si erano sempre battuti per la causa, come Luigi Manconi. Meloni lancia anche un avvertimento al governo, esprimendo la speranza che il governo assuma un atteggiamento più disponibile rispetto a quello tenuto finora su altre proposte del suo partito. “Noi diamo la nostra disponibilità a dare una mano al governo – ha detto Meloni – sulle questioni per cui siamo stati votati, purtroppo registriamo una chiusura su alcune nostre proposte, come la discussione nella commissione d’inchiesta sui diritti umani del genocidio dei cristiani nel mondo, o ancora l’inserimento delle nuove mafie, come quelle nigeriane e cinesi, nell’oggetto di studio della commissione Antimafia. Sono chiusure inspiegabili”.
“Tutti siamo contrari alla tortura, ma bisogna capire cos’è la tortura”, ha detto ancora Meloni. “Se dai 12 anni a un agente per minacce psicologiche, io non sono d’accordo”.
C’è poi il capitolo del rafforzamento delle pene per minacce a pubblico ufficiale. Il deputato Edmondo Cirielli ha sostenuto che “siamo di fronte a un’emergenza. Negli ultimi anni le aggressioni ai danni delle forze dell’ordine sono aumentate in modo impressionante. Noi vogliamo portare da un minimo di sei a un massimo di dieci anni le pene per questo tipo di reato, che ora vanno da sei mesi a quattro anni”. Quanto al reato di tortura, FdI pensa di abrogare il reato così com’è e di trasformarlo in una serie di circostanze aggravanti. “Non c’è bisogno di prevedere un automatismo – ha spiegato Cirielli – noi vogliamo impedire la criminalizzazione delle forze dell’ordine che c’è stata nella scorsa legislatura per motivi ideologici”.

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