Dl dignita’, la sponda di Fico alla fronda dei complottisti

“Se Luigi Di Maio ha detto così, io gli credo”. Così Roberto Fico, presidente della Camera, risponde alla possibilità che ci sia un “complotto” dietro alle cifre sulla perdita dei posti di lavoro dovuti al decreto dignità. Alla domanda se Tito Boeri, presidente Inps, debba fare un passo indietro, Fico ha risposto: “Boeri è il presidente dell’Inps e di questo parlerà con Giuseppe Conte”.
E comincia l’iter parlamentare del dl Dignità. Martedì subito dopo la seduta mattutina dell’Aula partiranno – nelle commissioni Lavoro e Finanze della Camera dove – le audizioni che si terranno anche nella giornata di mercoledì. Il termine per gli emendamenti è fissato per giovedì 19 luglio alle 20, da venerdì potrebbero partire le votazioni nelle commissioni e proseguire anche sabato così da chiudere e licenziare il provvedimento nel fine settimana.
“La questione dell’Inps io la considero una questione da chiarire ancora”, ha detto in serata il vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio a Bersaglio Mobile su La7 parlando di stima ”senza alcun valore scientifico che prevede un calo tra 10 anni di posti di lavoro, che significa mettere solo un numero in una relazione, numero che non condividiamo”. Alla domanda quando avesse sentito il presidente dell’Inps Tito Boeri, Di Maio ha detto: “Prima della famosa questione degli 8 mila posti di lavoro che si perdono”.
La stima di un calo di 8 mila posti di lavoro in meno con il dl dignità sembra “eccessiva” anche per il presidente di Confindustria. “Non entriamo in merito della previsione che sembra anche a me eccessiva”, ha detto Boccia a Bersaglio Mobile su La7, ribadendo che sul decreto “condividiamo il fine non gli strumenti”. Interpellato nuovamente sul numero degli 8mila, Boccia ha detto: “Il nostro centro studi non ha fatto valutazioni, ma non toccherà tanto l’occupazione ma soprattutto il turn over”.