Mura, dimissioni farsa: parte la raffica di querele

Andrea Mura, celebre skipper sardo, non sarà più deputato della XVIII legislatura. Lo ha annunciato con una lettera inviata al presidente della Camera. Mura era stato accusato dai colleghi del Movimento 5 Stelle di assenteismo. Il deputato (eletto in un collegio uninominale dove ha battuto l’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci) ha deciso di gettare la spugna dopo il linciaggio mediatico. “Ho portato avanti il mandato di parlamentare nel pieno rispetto delle istituzioni – spiega – Ho partecipato alla stragrande maggioranza delle sedute alla Camera. In totale sono mancato sette volte, per impegni sul territorio o per una breve malattia”. L’essere messo alla gogna dai suoi stessi colleghi lo ha convinto dell’inutilità di restare a Montecitorio (“senza poter incidere, senza poter portare avanti il progetto per cui sono stato eletto”). In un primo momento, infatti, Mura aveva pensato di entrare nel gruppo Misto. Poi, però la decisione dell’addio definitivo.pensare che proprio ieri i capigruppo di Camera e Senato dei Cinque Stelle hanno speso parole distensive nei confronti di Mura. Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli hanno firmato una nota congiunta. “Vogliamo ringraziare Mura – scrivono – per essersi dimesso da parlamentare. Un gesto importante che abbiamo molto apprezzato”. D’Uva e Patuanelli si augurano che l’esempio di Mura sia seguito dagli altri “assenteisti” di Camera e Senato (ma degli altri gruppi parlamentari). Un augurio un po’ ingenuo, visto che lo stesso Mura potrebbe non lasciare lo scranno di deputato della Repubblica.