Salvini: “In autunno rivoluzione sulle tasse”

Estate di tensione sui mercati, con le fibrillazioni sullo spread .E le voci che si rincorrono sulla manovra, con i dissidi interni al governo e alla maggioranza, di certo non aiutano.Ieri il ministro dello Sviluppo e vicepremier, Luigi Di Maio, è costretto a precisare: “Non c’è bisogno di nessuno strappo con l’Unione europea ma di un dialogo decisivo e sincero per riuscire ad ottenere delle cose”. Poi però insiste sulla realizzazione di entrambi gli obiettivi chiave delle campagne elettorali di 5Stelle e Lega, cioè reddito di cittadinanza e flat tax. “Il nostro obiettivo è farle insieme nella legge di bilancio e porteremo avanti tutte le politiche di dialogo sia con l’Unione europea sia tutte le politiche di spending review e di riorganizzazione della spesa pubblica”. Quanto all’ipotesi di un aumento selettivo dell’Iva, risponde bollandola come una “fake news”. Ed ecco che in serata arrivano le parole ambiziose di Matteo Salvini che – dalla Festa della Lega in Romagna – annuncia: “In autunno voglio una rivoluzione sulle tasse, la stessa che sto facendo ora sui migranti”. Insomma, sempre più difficile per il ministro dell’Economia Giovanni Tria tenere salda la diga sui conti pubblici.
Sull’ipotesi di un aumento dell’Iva “finalizzato all’avvio del primo modulo della flat tax” già insorge Confcommercio che ribadisce la sua ferma contrarietà ad ogni ipotesi di scambio tra aumento delle imposte indirette e riduzione delle imposte dirette. Il governo è al lavoro su diversi fronti in vista della legge di bilancio che – tenendo insieme sterilizzazione dell’Iva, spese inderogabili, aumento dei tassi di interesse e effetto della congiuntura – già supera i 22 miliardi. Il problema è come finanziare tutte le promesse. La Lega punta molto sulla ‘pace fiscale’. Il governo inoltre starebbe lavorando ad una legge per la semplificazione del fisco e della burocrazia, magari da collegare proprio alla Finanziaria. Il 27 settembre dovrà presentare la nota di aggiornamento al Def e il quadro programmatico in cui indicare gli indirizzi di politica economica.