Ministro Di Maio,siamo sotto attacco

 

«Siamo sotto attacco, è vero, ma siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra. Ma dobbiamo essere compatti. Molto compatti. Fusi insieme. Come lo era la testuggine romana» che «veniva usata in particolare durante gli assedi. È bene infatti avere molto chiaro che dalla compattezza della testuggine del Movimento dipende non solo il futuro del governo, ma anche quello del nostro Paese». Così il vicepremier e capo politico del M5s Luigi Di Maio, in un lungo post su Facebook.Il vicepremier, nel momento in cui il M5S è tra l’altro molto criticato al suo interno per la vicenda Tap (prima contro, adesso a favore), ha denunciato di essere «sotto attacco totale» da parte «di tutti gli avversari esterni. Media, partiti, tecnocrati. Il motivo è semplice: stiamo portando a casa la Manovra del Popolo che dimostrerà ai cittadini di tutta Italia e di tutta Europa che una nuova politica fatta non di tagli, ma di investimenti è possibile». Il leader pentastellato in questi giorni è tra l’altro finito nel mirino per le parole usate contro Mario Draghi presidente della Bce, ha dovuto partecipare a un ulteriore vertice con l’altro vicepremier Matteo Salvini per ricomporre la situazione politica. A parere di Di Maio: «Vogliono dipingerci agli occhi degli italiani come gente che non rispetta le promesse e sminuendo, censurando o stravolgendo il senso di tutti i risultati raggiunti (…) questi vili attacchi da tutti i fronti esterni hanno varie conseguenze e state vedendo lo spread che si alza, i commissari Ue che sono uomini di partito che ogni giorno sparano contro l’Italia, le agenzie di rating che o abbassano il rating o parlano di “outlook negativo” perché alla fine tutti sanno benissimo che i fondamentali dell’Italia sono solidissimi e che non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall’euro». E ancora: «Questo attacco sconsiderato da parte di nostri concittadini capi di partito, direttori di giornali e burocrati, non sono solo contro il governo e contro il MoVimento 5 Stelle, ma contro tutta l’Italia. Anziché stare dalla parte del popolo che rialza la testa, hanno deciso di stare dalla parte delle élite che hanno distrutto il nostro sistema sociale e che si avviano verso il declino. Questi attacchi non mi fanno paura e non devono fare paura neppure a voi».
«Non possiamo rischiare il reddito di cittadinanza»
«Ho la profonda convinzione di essere dalla parte del giusto», ha scritto il ministro del Lavoro, «ho la coscienza a posto e so che seguendo quello che mi dice non possiamo sbagliare. Siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra. Ma dobbiamo essere compatti. Molto compatti. Fusi insieme (…) oggi tra noi alcuni stanno dando segni di cedimento e visto che siamo in famiglia è bene che queste cose ce le diciamo. Questi cedimenti non ce li possiamo permettere. Non possiamo permetterceli come MoVimento 5 Stelle, non possiamo permetterceli come governo e soprattutto non possiamo permetterceli come Italia. Perché al minimo cedimento su qualsiasi fronte tutto il terreno che abbiamo conquistato tornerà terra di nessuno. E dopo tutti gli sforzi fatti sarebbe un delitto rimanere con un pugno di mosche in mano. I cittadini, giustamente, non ce lo perdonerebbero mai (…) chi si sfila si prende questa responsabilità dinanzi ai cittadini e di questo dovrà renderne conto (…) non possiamo rischiare che il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, il superamento della Fornero, l’eliminazione delle pensioni d’oro, gli investimenti per le imprese, la riaffermazione della nostra sovranità come Paese vengano rimessi in discussione perché qualcuno decide di fare un passo indietro di testa sua. In quel caso se ne assumerà le responsabilità».