Omicidio Desirée, pusher rimane in carcere, cade l’aggravante di cessione di droga a minore

Marco Mancini resta in carcere ma cade l’aggravante di cessione di droga a minore , il pusher romano arrestato nell’ambito delle indagini sulla morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita la notte tra il 18 e il 19 ottobre in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo. Lo ha deciso il gip Maria Paola Tomaselli al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto nel carcere di Regina Coeli.Per il magistrato, Mancini avrebbe ceduto alcune sostanze, tra cui anche alcuni flaconi di psicofarmaci, ai quattro extracomunitari arrestati che, a loro volta, avrebbero somministrato a Desirée il mix letale. La decisione del gip è arrivata al termine dell’interrogatorio di convalida.
Mancini: “Quella sera non c’ero”
In una stanza del carcere di Regina Coeli Mancini ha respinto le accuse affermando che lui quella notte non era nello stabile occupato di via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo. “In quelle ore non mi trovavo lì, non ho dato io la droga a quella ragazza”, ha affermato il 36enne. Il nome di Mancini era stato fatto agli inquirenti da una serie di testimoni.
Salia: “Rapporto sessuale consensuale”
Oggi, inoltre, nel carcere di Foggia è stato ascoltato, su rogatoria dei pm capitolini, Yusif Salia il ghanese di 32 anni catturato il 26 ottobre scorso in una baracca abusiva che si trova nel ghetto di Borgo Mezzanone. Salia avrebbe riferito di aver avuto con Desiree, che sapeva essere 20enne, un rapporto sessuale consensuale, la sera del 18 ottobre, il giorno prima del delitto.
Inoltre, secondo quanto riferiscono i suoi legali, l’uomo sarebbe scoppiato a piangere quando ha saputo della morte della ragazzina. Salia ha raccontato di aver conosciuto Desirée per il tramite di una ragazza congolese che frequentava lo stabile abbandonato e avrebbe invitato Desirée ad andare via, a seguirlo perché doveva partire per Frosinone dove avrebbe incontrato un amico ma lei avrebbe rifiutato.
Su Mamadou il tribunale si riserva di decidere
Il tribunale del Riesame si è riservato di decidere sull’istanza di scarcerazione avanzata dal difensore del senegalese Mamadou Gara, il terzo arrestato per la morte di Desirée Mariottini. L’uomo è accusato di omicidio, violenza sessuale e cessione di stupefacenti.
Ieri cadute le accuse di omicidio per due arrestati
Proprio ieri i giudici del tribunale della Libertà hanno fatto cadere l’accusa di omicidio per due degli arrestati, il nigeriano Alinno Chima e il senegalese Brian Minteh, riformulando quella di violenza sessuale di gruppo in abuso aggravato dalla minore età della vittima.