Carige, il Pd attacca Conte per un possibile conflitto d’interessi | “Ha votato in Cdm oppure è uscito?”

Il Pd attacca il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per un possibile conflitto d’interessi su Carige. “Conte è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio della banca. Quando il Consiglio dei ministri lunedì sera ha votato il Salva Carige, il premier è uscito dalla sala, come si dovrebbe fare?”, chiedono i deputati dem Simona Malpezzi e Luigi Marattin.Dal curriculum di Guido Alpa, presente online, risulta che il 71enne professore e avvocato è stato “membro del Consiglio di amministrazione della Carige dal 2009 all’aprile 2013, presidente di Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova da aprile 2013 a dicembre 2013, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Carige dal dicembre 2013 al febbraio 2014”.
Anzaldi (Pd): “Su conflitto d’interessi di Conte agisca Cantone” – Un altro deputato del Pd, Michele Anzaldi, ha pubblicato sul suo profilo Facebook una lettera indirizzata al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in cui ipotizza un conflitto di interessi per il premier: “Considerato quanto sta emergendo a mezzo stampa circa i rapporti tra il Presidente del Consiglio e alcuni soggetti legati all’istituto di credito oggetto del provvedimento, si può ipotizzare per il capo del governo italiano un conflitto di interessi nell’esercizio della sua delicata funzione? Per ovvie ragioni di trasparenza del processo legislativo è un quesito di grande rilevanza anche per l’opinione pubblica”.Craxi (Forza Italia): “Da M5s doppia morale, e i rapporti passati di Conte?” – Per il senatore di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Affari esteri di Palazzo Madama, Stefania Craxi, “la coerenza è merce rara e non alberga tra i banchi del governo e della maggioranza. Dopo aver giocato per mesi con i mercati danneggiando i risparmiatori, le finanze pubbliche e il sistema creditizio, tra cui la stessa Carige, il governo gialloverde interviene con un provvedimento di salvataggio. Il tutto con un decreto varato in fretta e furia, in notturna, forse per non far emergere nell’opinione pubblica i rapporti pregressi, tutti da chiarire, del presidente del Consiglio. Ma cosa avrebbero detto i grillini a parti inverse? I soliti due pesi e la solita doppia morale! Infatti, sostenere un Istituto bancario non significa di per sé salvaguardare interessi oscuri o dei più forti. Urge che qualcuno spieghi loro che senza banche forti, non c’è credito. Il tutto a scapito di imprese e famiglie”.

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