Davos: Ecco perché l’Fmi pensa che l’Italia sia un rischio globale

Il Forum economico mondiale si apre con l’Italia sotto i riflettori, evocata dall’Fmi come uno dei principali elementi di rischio globale e additata come palla al piede, assieme alla Germania, della crescita europea. E con una stima del Pil 2019 quasi dimezzata allo 0,6%: la più bassa fra le principali economie mondiali. E’ troppo, per il governo che aveva fatto proprio della crescita la sua bandiera lottando con Bruxelles per una manovra espansiva. La replica da Roma non si fa attendere, con una escalation dei toni verso le istituzioni internazionali che non si vedeva dalla Grecia di Tsipras e Varoufakis.
Parte il vicepremier Matteo Salvini, fresco di un attacco a muso duro alla Bce senza precedenti: “piuttosto è il Fmi che è una minaccia per l’economia mondiale”, con le sue “previsioni errate, pochi successi e molti disastri”. Parole che trovano eco in Tria: “non credo che l’Italia sia un rischio né per l’Ue né globale”, in realtà il rischio viene dalle “politiche consigliate dal Fmi”. Infine l’altro vicepremier, Luigi Di Maio: “stiamo creando un nuovo stato sociale: non arretriamo, di fronte a chi addirittura definisce l’Italia una causa della recessione economica.