M5S, Il capitano De Falco cita Di Maio in tribunale contro l’espulsione

Il senatore Gregorio De Falco, espulso dal gruppo del M5S del Senato, passa alle vie legali e impugna la decisione con una citazione presentata nei confronti di Luigi Di Maio, capo politico dell’Associazione M5S, presso il Tribunale ordinario di Roma. Ad assistere il parlamentare sarà l’avvocato Lorenzo Borrè che ha già assistito con buoni risultati per suoi clienti altri militanti grillini cacciati dalle liste o espulsi da organismi elettivi.De Falco ha deciso di impugnare il provvedimento di espulsione perché “gravemente ingiusto e illegittimo sotto molteplici profili”; a partire dalla “volontaria lesione delle guarentigie costituzionali sancite dall’articolo 67” della Carta, in base al quale “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.A De Falco i probiviri M5S avevano contestato, tra i vari punti, la mancata partecipazione al voto in Aula del ‘decreto Genovà e al voto di fiducia su un emendamento del governo al ‘decreto sicurezza’. Secondo i vertici grillini, De Falco non avrebbe rispettato l’articolo 3 del Codice etico, il quale tra l’altro obbliga il parlamentare “a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del Consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”.L’avvocato Borrè replica però che chiedere ad un parlamentare un comportamento come quello stabilito dall’articolo 3 significa pretendere “una fiducia in bianco che contrasta apertamente con il dettato dell’articolo 67 e 68 della Costituzione. Il giudice – spiega il legale – dovrà stabilire se un atto negoziale, imposto dal capo di un partito, possa prevalere sulle prerogative costituzionali”.Secondo Borrè, “se la Costituzione vieta il vincolo di mandato, e il vincolo viene inserito in uno Statuto, in un Codice etico, è comunque nullo perché contrario al dettato costituzionale. Non si può far entrare dalla finestra quello a cui la Costituzione sbarra la porta”.Per De Falco quel provvedimento di espulsione è illegittimo anche per una serie di altri motivi. Per esempio la nomina di Riccardo Fraccaro, Nunzia Catalfo e Jacopo Berti quali componenti del collegio dei probiviri è avvenuta “in violazione dello Statuto” del M5S”. Berti, dicono il senatore e il suo legale “è stato nominato in sostituzione della signora Paola Carinelli a seguito di votazione in rete avvenuta  con scelta “limitata ad una rosa di tre candidati”, proposta dal garante Beppe Grillo. Ma questo sarebbe avvenuto “in violazione” dell’articolo 10 dello Statuto M5S, il quale, “prescrive che la scelta avvenga tra una rosa di almeno cinque candidati”.