Conte: “Via al reddito di cittadinanza, puniremo furbi. Sulla Tav un compromesso non è sul tavolo”

Oggi, spiega il premier “sarà un giorno importante: approveremo le misure più qualificanti dal punto di vista politico e sociale della nostra attività di governo”. In Italia è elevatissima la percentuale di furbetti dell’Isee”.
“Questa riforma contiene contromisure adeguate. E in fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura”.”Abbiamo predisposto strumenti di controllo in modo da poter incrociare le banche dati e di permettere all’Inps e alla Guardia di Finanza di fare tutte le verifiche sulle dichiarazioni Isee. Sono fiducioso che le misure saranno efficaci per contrastare gli abusi”.
“Abbiamo previsto il carcere fino a 6 anni – ha proseguito Conte – per chi fornisce dati falsi o continua a lavorare in nero. Mi sembra una pena sufficiente a scoraggiare qualsiasi furbetto”.
Dovrete coinvolgere le agenzie del lavoro, i navigator, le regioni, l’Inps, riuscirete ad erogare i primi sussidi ad aprile? “Stiamo lavorando proprio per questo. È chiaro che è una road map con tempi molto stringenti e un percorso serrato, ma abbiamo già iniziato a lavorare per l’attuazione del provvedimento e farci trovare pronti”.Con la Lega c’è stato un serio problema sui fondi per gli inabili e gli invalidi, tanto che Salvini ha minacciato di non votare il decreto. “Abbiano trovato – ha risposto il premier – un punto di convergenza su una soluzione condivisa. Chi ha un familiare disabile a carico non sarà costretto ad accettare un lavoro che ricada in un raggio sopra i 250 km dalla propria abitazione per non perdere il sussidio e, in caso si decidesse comunque di non rinunciare alla proposta lavorativa, si avrà diritto a un incentivo di un anno: 12 mesi di reddito di cittadinanza garantito. Poi stiamo parlando di un decreto legge, vedremo se nel corso del dibattito parlamentare ci sarà la necessità di ulteriori affinamenti”.
La Tav
Sulla Tav “un compromesso, un progetto alternativo, in questo momento non è sul tavolo. Stiamo completando l’analisi costi-benefici sul progetto esistente. Se nel frattempo dovesse emergere un’alternativa progettuale, purché concreta e spendibile, potrà essere oggetto di una ulteriore e distinta valutazione” ha affermato il premier nell’intervista a La Stampa.
“Adesso abbiamo la bozza dell’analisi costi-benefici, – ha detto il premier – a questa si accompagnerà anche una valutazione legale per completare gli elementi a nostra disposizione. Poi renderemo accessibili a tutti questi risultati. La valutazione politica deve essere complessiva, dovendo ricondurre in unità gli esiti di queste valutazioni tecniche, economiche, sociali, legali”.
Libia, Italia crei pressione internazionale sotto guida Onu
In Libia l’Italia deve “contribuire a creare una pressione internazionale sotto la guida delle Nazioni Unite, senza eccessi di protagonismo che sarebbero a loro volta destabilizzanti e dannosi” ha affermato Conte nell’intervista a La Stampa.
“Io personalmente premo tanto verso gli attori libici perché siano consapevoli delle responsabilità che hanno di fronte al loro popolo, che chiede solo stabilità e benessere. Sono i libici che devono trovare una soluzione nell’interesse dei loro cittadini”.
Palermo è già un ricordo? “Non mi sono mai illuso che la conferenza di Palermo potesse offrire una soluzione definitiva: a suo tempo ho detto che la comunità internazionale e noi per primi avevamo l’obbligo di attivarci per evitare una possibile escalation del conflitto armato”.
Cosa può fare l’Italia? E gli equilibri con la Francia? “La nostra politica esclude qualsiasi pretesa egemonica o neocolonialista ed è caratterizzata da un approccio inclusivo. Credo sarebbe sbagliato per i paesi europei esibire una competizione ai danni del continente africano. Lo sviluppo dell’Africa riguarda tutta l’Europa ed è anche dai Paesi che ho visitato che passa la soluzione ai problemi dell’immigrazione”.
Conte è appena rientrato da una missione in Africa in Niger e Ciad: “Perché sia il Niger sia il Ciad hanno un rilievo strategico per i nostri interessi nazionali, è un’area in cui si concentrano minacce terroristiche insidiose, anche per noi europei, e soprattutto sono Paesi di transito dei flussi migratori, che svolgono un ruolo chiave per il contrasto dei traffici di vite umane che alimentano gli sbarchi verso le nostre coste. Se si vuole davvero gestire il fenomeno migratorio e non subirlo, bisogna partire da qui”.
Quello che chiedono i leader di questi due Paesi è “di non essere lasciati soli nel contrasto ai trafficanti e ai gruppi terroristici”. Prevede un aumento del contingente? “Nell’accordo con il Niger è già prevista la possibilita’ di incrementare le nostre unità. Ma non dobbiamo necessariamente pensare a incrementare il contingente esistente. Conviene privilegiare formule flessibili, pensando anche ad attività di mentoring specifiche e per periodi brevi”.