Un pasticcio del governo può “cancellare” l’ecotassa

L’ecotassa rischia di saltare. A poco meno di una settimana dall’entrata in vigore del nuovo balzello che farà impennare il costo di alcune auto, la tassa naviga in alto mare. A quanto pare non sono stati stabiliti in modo corretto i termini entro cui il nuovo tributo va pagato. Un punto spinoso che sta mandando in tilt gli operatori del settore auto. Come riporta ilSole 24 Ore, la legge di Bilancio non ha messo in chiaro quando il tributo va pagato.Manca un decreto ministeriale attuativo che definisce i termini di pagamento. Decreto invece che è ben presente per l’ecobonus e per gli incentivi per chi compra auto ecologiche. E così il governo non ha una norma che di fatto dà il semaforo verde ai pagamenti. Un dettaglio che rischia di mettere in discussione l’intera imposta che, ricordiamo, entra in vigore dall’1 marzo. Il testo fa riferimento all’ecotassa solo quando affronta il tema dell’atto di acquisto o dell’immatricolazione. Ma non è possibile accertare che l’imposta vada pagata tra la firma dello stesso contratto e la registrazione delle targhe del veicolo. Per dare il via all’ecotassa dunque serve un decreto legge o una “disposizione correttiva”. Gli operatori stanno cercando di interpretare la norma ma da un lato c’è chi sostiene che vada pagata sia con acquisto e immatricolazione conclusa, c’è chi invece sostiene che vada erogata nella fase intermedia dei due procedimenti. Il meccanismo attuale prevede un pagamento attraverso il modello F24 con delega ad un commercialista. Ma di solito questo tipo di imposte viene delegato al venditore e tutto questo potrebbe generare confusione tra lo stesso venditore e l’acquirente. Insomma l’ecotassa è già finita fuori strada.