Salvini incontra in carcere Angelo Peveri, l’imprenditore che sparò ad un ladro

A quattro giorni dall’inizio della detenzione di Angelo Peveri, recluso per tentato omicidio, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato nel carcere di Piacenza per incontrare l’imprenditore ed il suo operaio, in carcere anche lui.
In questo modo il leader della Lega ha voluto esprimere la sua vicinanza e la sua solidarietà all’uomo incarcerato ed anche al suo dipendente finito in prigione assieme a lui.Peveri è stato giudicato colpevole di aver sparato al ladro che era rientrato nel cantiere, dopo esserne fuggito assieme agli altri malviventi, per recuperare la sua macchina e venne fermato dall’imprenditore, munito di un fucile, accompagnato da un suo operaio di nazionalità rumena. Dopo di che ci fu il ferimento del ladro con un colpo a distanza ravvicinata, come hanno ricostruito le indagini. Non si tratterebbe quindi di legittima difesa.Secondo il vicepremier Salvini chi viene aggredito deve difendersi: “La legge che approveremo non è l’invito a nessuno a farsi giustizia, ma se io vengo aggredito o minacciato nella mia azienda, nel mio negozio, nella mia casa ho diritto di difendermi senza passare nove anni per tribunali come ha fatto Angelo Peveri. La mia non è la contestazione di una sentenza dei giudici, ma la solidarietà umana e l’affetto per un onesto lavoratore, incensurato fino a qualche settimana fa, e che penso lo aiuterà”. “Se servirà sono pronto ad andare anche dal presidente della Repubblica Mattarella per Angelo Peveri” ha proseguito Salvini. “Angelo Peveri è un uomo che ha lavorato per cinquant’anni e trascorrerà ingiustamente la sua terza notte in carcere lontano dalla famiglia – ha sottolineato Salvini – il rapinatore invece è fuori con il portafogli pieno. Dal mio punto di vista non avrebbe dovuto nemmeno entrarci in carcere”.