Frutta e verdura spingono l’inflazione, il carrello della spesa rincara del 2,1%

Riparte l’inflazione a febbraio e gli italiani se ne accorgono, nel carrello della spesa, soprattutto quando si tratta di comprare frutta e verdura. Secondo i dati Istat, ancora provvisori, nel mese che si chiude oggi l’indice dei prezzi al consumo è salito dell’1,1% su base annua (dallo 0,9% di gennaio) e ha segnato una crescita su base mensile dello 0,2%.E’ lo stesso Istituto a spiegare come siano proprio i prezzi dei “beni alimentari non lavorati a spiegare in buona parte l’accelerazione dei prezzi. Al netto dellle voci più volatili, tra le quali rientra anche l’energia, l’inflazione di fondo è stabile a +0,5%.
L’effeto sui prezzi dei beni che si acquistano con più frequenza, il cosiddetto “carrello della spesa”, è di triplicare il passo dei rincari, con aumenti che passano dallo 0,6% di gennaio al 2,1%. I vegetali freschi costano il 18,5% in più rispetto allo scorso anno, in un mese segnato dal maltempo.
Soltanto poche settimane fa, l’Ismea aveva fotografato l’impennata dei prezzi dei vegetali all’origine nel mese di gennaio, complici le gelate sui campi del centro-sud. In quell’occasione, si citavano incrementi del 90% su base annua per cavolfiori, dell’82% per l’indivia, del 63% per le lattughe, del 59% per i carciofi per arrivare al 116% dei finocchi. Rincari che evidentemente sono ora arrivati fino alle tasche dei consumatori finali.