Primarie Pd, al duello su Sky Giachetti punge Zingaretti su 5 Stelle e Jobs Act

Così lontani, sull’eredità della stagione renziana. Ma anche così vicini, ad esempio sull’idea di cambiare drasticamente il reddito di cittadinanza del M5S. Sul no secco alla patrimoniale. O sull’ipotesi di aprire il partito a una lista più ampia per le prossime europee di maggio. Il duello tra i candidati alle primarie Pd del 3 marzo va in onda a ora di pranzo su SkyTg24.Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti si sfidano su come dovrà essere il Pd del futuro. Per il primo, lo dice senza esitazioni, dovrà essere in continuità con la stagione renziana: orgoglio per le riforme fatte, vocazione maggioritaria, chiusura netta ad ogni ipotesi di accordo col M5S. Per il governatore del Lazio invece bisogna «voltare paginaMartina sta a metà, anche fisicamente, ammette che i dem hanno fato troppo poco sulla questione sociale e punta a presentarsi come il candidato più adatto a tenere insieme i renziani e quel che resta della Ditta ex Ds. «Il popolo di centrosinistra c’è anche se disperso, io voglio unirlo», dice Zingaretti, citando come esempi le ultime regionali in Abruzzo e Sardegna, un risultato da cui «possiamo ripartire». «Un anno fa», spiega il favorito, «l’Italia sembrava destinata a un nuovo bipolarismo tra destra e 5 stelle e invece non è così, il Pd è malato ma vivo, se le primarie vanno bene la battaglia per le europee è aperta». » rispetto a una stagione perdente, «senza abiure» ma con lo sguardo rivolto alla ricostruzione del centrosinistra. Giachetti è molto più negativo sulle sconfitte in Abruzzo e Sardegna, teme il ritorno a formule «come l’Unione che non ci hanno consentito di governare bene». Richiama più volte la «vocazione maggioritaria» di Veltroni, l’esigenza di «non tornare indietro». E attacca: «Se ci saranno alleanze con il M5S e il ritorno dei fuoriusciti di Leu, il Pd non sarà più casa mia».
Martina lo invita a evitare annunci di nuovi scissioni, tra i due la gara è aperta per gli elettori ex renziani: Martina punta a quelli che non ne vogliono sapere di avventure fuori dal partito. Il clima è soft, lo riscalda Giachetti che punge il presidente del Lazio sul rapporto con i grillini. «I tuoi sostenitori dicono che bisogna allearsi». La replica: «Non voglio alleanze con loro, ma difendo la libertà di opinione». E ancora, Giachetti accusa Zingaretti di avere tra le sue fila sostenitori del Jobs Act come Giuliano Poletti e difensori dell’articolo 18. Il governatore risponde: «Sono per una nuova riforma del lavoro, per fare una verifica sul Jobs Act e fare delle modifiche». Bordate anche sul Venezuela, quando Giachetti accusa alcuni europarlamentari vicini a Zingaretti di essersi astenuti sulla risoluzione a favore di Guaidò. «Vicenda già chiarita, volevano sostenere lo sforzo di mediazione del commissario Mogherini», taglia corto il governatore. «Basta con le caricature».
Sullo sfondo la paura per un flop domenica nei gazebo, dopo una campagna sottotono. «Saranno primarie per l’Italia, per costruire un’alternativa, non solo del Pd: per questo penso che supereremo un milione di partecipanti», auspica Zingaretti, mentre Martina azzarda un pronostico per le europee: «Torneremo sopra il 20%». Il fantasma di Renzi –protagonista di tutti i duelli su Sky dal 2012 –aleggia. «Quanto vi manca?», domanda il conduttore. «Sono leale col suo progetto e grazie a Dio Renzi c’è», assicura Giachetti. «Non l’ho mai votato ma l’ho sempre rispettato», dice Zingaretti, «mi auguro che non ci manchi in futuro il suo contributo, l’obiettivo è combattere insieme Salvini».
«Basta con l’ossessione dello scontro tra renziani e antirenziani», taglia corto Martina. C’è anche la domanda su «con chi andreste in Erasmus?». Zingaretti e Martina scelgono Carlo Calenda (“anche se ha un carattere particolare”, dice il governatore), l’unico a scegliere Renzi è il solito Giachetti. Che continua a pungere Zingaretti anche sui migranti: «Con te c’è Minniti e anche chi definiva le sue politiche come schiavismo». La replica: «La ricchezza delle idee non è un problema, con l’idea dei pochi ma buoni siamo arrivati al 18% e rischiamo di finire al 12%…». «Basta divisioni», s’accalora Martina, «il mio modello è quello di Milano, dove abbiamo vinto con una larga coalizione di centrosinistra».
Durante e dopo il duello tv va in scena la replica sui social. I supporter di Martina sottolineano che su Twitter ha dominato l’hashtag #martinasegretario. Anche i follower di Zingaretti si sono dati fa fare spingendo il topic #votoZingaretti . Polemica Anna Ascani, partner di Giachetti nel ticket per le primarie: «Ohi @nzingaretti, sarà che non vuoi fare l’accordo coi cinque stelle, ma non è che intanto hai assoldato la Casaleggio Associati per i tweet?! Tutti identici. Non so se ridere o piangere».