Il manifesto sovranista è ancora tutto da scrivere

Chi si aspettava chiarezza su idee, candidati, alleati e programmi comuni è rimasto deluso. Di certo c’è il nome: “European Alliance of People and Nation”. E c’è l’obiettivo, ambizioso, di creare nei prossimi quaranta giorni un unico gruppo di tutti i partiti nazionalisti europei, da Le Pen a Kaczynski, da Wilders a Orban, che abbia tra i 120 e i 140 parlamentari. Nell’Hotel Gallia di Milano, presa letteralmente d’assalto dalla stampa italiana e straniera, Matteo Salvini lancia il suo progetto dell’Europa del “buonsenso”: un gruppo sovranista che esprima “candidati” e sia “vincolante” nella prossima Commissione, magari collaborando con i Popolari e rompendo “l’inciucio” attuale tra la destra moderata e i Socialisti europei. Accanto a lui il tedesco Jorg Meuthen (Afd), il finlandese Olli Kotro (Finn Party), il danese Andres Vistisen (Dansk Folkeparti). Rappresentano tre partiti nazionalisti e tre eurogruppi che dovrebbero fondersi: l’Efn di Salvini, l’Efdd di Meuthen e l’Ecr di Kotro e Vistisen. La conferenza stampa congiunta serve a mettere un punto fermo: c’è l’intesa nel voler stare insieme, “per difendere la cultura europea”. Ma su come stare insieme, c’è un manifesto politico ancora tutto da scrivere.Perché gli unici punti in comune sembrano essere quelli della “difesa delle frontiere esterne” e della “cultura europea dall’islam politico”, e il ritorno di alcune competenze dal super Stato di Bruxelles agli Stati nazionali – senza specificare quali competenze.

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