Primo Maggio in tutta Italia: scontri a Torino, corteo a Bologna concertone a Roma

In tutte le principali città italiane si celebra la festa dei lavoratori e per il primo maggio con cortei e manifestazioni, oltre allo storico concerto di Piazza San Giovanni a Roma. A Torino tensioni e scontri. Nella città sabauda il corteo che vede in testa Anpi, istituzioni e sindacati, ha una lunga coda, che uno spezzone No Tav ha provato ad inglobare e a cui si sono uniti decine di riders. Proprio un gruppo di No Tav, che da piazza Vittorio stava cercando di raggiungere la testa del corteo passando dai portici di via Po, è stata fermata con una carica e manganellate dalla polizia. C’è stato qualche spintone, e il movimento No Tav ha gridato “vergogna, fuori la Digos dal corteo”. Quando la polizia ha fermato e allontanata lo spezzone, i manifestanti hanno risposto lanciando bottiglie lattine e aste di bandiere. Il movimento No Tav è stato portato indietro di due isolati rispetto a piazza San Carlo dove si teneva il comizio sindacale.
I riders, con le loro biciclette hanno bloccato per qualche minuto l’ingresso in piazza della testa del corteo. All’arrivo di istituzioni e sindacati i riders, che si sono posizionati sotto al palco, hanno fatto sentire il loro malumore chiedendo “lavoro e dignità” e scandendo “venduti”.
A Bologna invece manifestano i sindacati. Cgil, Cisl e Uil unite per “La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale”. Maurizio Landini, presente nella città emiliana, ha lanciato la proposta di un “sindacato unico dei lavoratori”. “Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione tra i sindacati italiani non esistono più. Oggi possiamo avviare un nuovo processo di unità tra Cgil, Cisl e Uil”.
A Roma, in attesa del concertone del primo maggio sul grande palco in piazza San Giovanni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona al monumento dedicato alle vittime del lavoro. Il capo dello Stato, accolto dalla sindaca Raggi, si è raccolto davanti al monumento prima di rientrare al Quirinale per la celebrazione della festa del lavoro.