Insediato osservatorio regionale prezzi

Per contrastare speculazioni, segnalazioni via mail

NAPOLI, 29 APR – Si è insediato oggi l’Osservatorio Regionale Prezzi istituito dall’Amministrazione Regionale “nell’ottica della massima sinergia istituzionale, con la funzione di monitorare e contrastare ogni fenomeno di distorsione del mercato generato dall’imposizione di prezzi sproporzionati a seguito degli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID 19”.
    L’Osservatorio, si legge in una nota, è presieduto dall’assessore alle Attività Produttive ed è costituito dai rappresentanti delle Prefetture, della Guardia di Finanza, dell’Anci Campania, di Unioncamere Campania e delle associazioni dei consumatori. L’Osservatorio raccoglie le segnalazioni pervenute dal territorio (cittadini, enti e associazioni) con l’obiettivo di monitorare i fenomeni speculativi ed orientare il programma delle attività di controllo da parte degli organi competenti. A tal fine è stata attivata un’apposita casella di posta elettronica alla quale potranno essere inviate le segnalazioni: osservatorioprezzi.covid19@regione.campania.it.

Rosa in Questura per poliziotto ucciso

Messaggio in memoria Pasquale Apicella “Onore a uomo generoso”

29 APR – Una cittadina di Vibo Valentia si è presentata al corpo di guardia della Questura ed ha consegnato una rosa, corredata da un bigliettino tricolore indirizzato alla memoria dell’Agente scelto della Polizia di Stato Pasquale Apicella, tragicamente deceduto due giorni fa a Napoli nell’adempimento del proprio dovere.
Poche, commoventi parole erano state scritte a mano sul bigliettino: “Sei stato un uomo generoso, hai servito la Patria fino all’estremo sacrificio. Onore a te!”.
Alla signora vibonese, che non ha voluto lasciare il proprio nome, ha rivolto un sincero ringraziamento il questore Annino Gargano, a nome di tutta la famiglia della Polizia di Stato.

‘Cura Italia’,imprese Bancoposta escluse

Legale annuncia protesta, grave decisione Poste Italiane

NAPOLI, – Imprese e professionisti titolari di conto corrente “Banco Posta”, non possono presentare la domanda per il finanziamento da 25 mila euro garantito dallo Stato con il decreto “Cura Italia”. Lo denuncia il legale di un’ impresa del Casertano, avvocato Carlo Cincotti, che prepara un’ iniziativa di protesta. “Poste italiane – afferma il legale – nonostante sia al 64% di proprietà pubblica, divisi tra MEF e Cassa Depositi e Prestiti, contrasta la più grande operazione economica messa in atto dal Governo italiano non aderendo a quanto previsto dal decreto “Cura Italia”. “Gli aiuti alle aziende ed ai professionisti in difficoltà a causa del Coronavirus non sono una campagna di solidarietà a cui si può aderire o meno, sono un impegno preso dal Governo a favore dei cittadini, tramite gli operatori del settore bancario e non può essere nullificato da singole scelte di carattere imprenditoriale creando così una sperequazione inaccettabile tra i cittadini”.

Calcio: Maradona, tempo non cancella storia del mio Napoli.

Sui social argentino ricorda i 30 anni 2/o scudetto partenopei

ROMA, 29 APR – “Quando dissi, qualche mese fa, che nessuno potrà mai raggiungere ciò che ho realizzato col Napoli, mi riferivo a questo, col San Paolo stracolmo di gente felice.
    L’ho detto, e lo ribadisco. Il tempo non cancella la storia del mio Napoli”. Con un post sui suoi profili socia, Diego Armando Maradona ricorda i 30 anni del secondo scudetto della storia del club partenopeo. L’argentino ha pubblicato una foto dei festeggiamenti in un San Paolo gremito

Napoli,1000 spese al giorno ai bisognosi

A Montesanto c’era anche chi mangiava solo passata di pomodoro

 NAPOLI, 29 APR – “Abbiamo iniziato con gli anziani ammalati che vivono da soli, poi siamo venuti in contatto con tante famiglie che nell’emergenza covid19 si sono trovate senza nulla, c’era chi mangiava passate di pomodoro, perché avevano solo quelle”. Così padre Michele Madonna, parroco di Santa Maria di Montesanto a Napoli, racconta del bisogno a cui la parrocchia sta rispondendo nel quartiere nel cuore di Napoli, arrivando a mille pacchi spesa al giorno.
    “Ci siamo riusciti – racconta il parroco – grazie alla generosità del quartiere. Avevamo cominciano con i fondi della parrocchia ma poi ci sono arrivati sostegni economici da tantissimi napoletani che abitano nella zona. Per la distribuzione non abbiamo problemi, perché tanti giovani hanno fatto un cammino spirituale che permette loro di andare oltre la paura. E così le spese giornaliere sono salite a 300, poi a 600 e ora siamo a mille”.
    Mille pacchi alimentari per famiglie indigenti: “Abbiamo trovato anche bimbi denutriti nelle case. Famiglie di cui nessuno sapeva niente e che ci sono state segnalate da abitanti del quartiere, erano chiusi in casa, terrorizzati dalla pandemia”.
    In grave difficoltà soprattutto chi aveva lavoretti a nero e precari e anche gli immigrati: “Aiutiamo Filippini, famiglie dello Sri Lanka. Tutto è iniziato il 9 marzo, proprio alla vigilia del lockdown. Ci fermammo a riflettere sui tanti anziani a cui portiamo la comunione a casa. Abbiamo scritto loro una lettera dicendogli che non gli avremmo più potuto portare l’eucaristia ma che saremmo stati loro vicini, perché sapevamo che non potevano uscire a fare la spesa”. Un segnale importante all’inizio della pandemia e che è proseguito per tutte queste settimane: “E’ stato un segnale di speranza – afferma padre Michele – perché chi era chiuso in casa da solo in quei giorni ha pensato che sarebbe morto lì, da solo”.

13 enne precipita e muore a Salerno

Polizia indaga su dinamica accaduto

NAPOLI, 29 APR – Un ragazzo di 13 anni è morto questa sera a Salerno, dopo essere precipitato dall’ alto di un palazzo.
    Il 13 enneè caduto dal settimo piano di un edificio in via Madonna del Monte, ed è morto sul colpo.
    Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118. Gli agenti della Questura di Salerno indagano per ricostruire la dinamica dell’ accaduto.

Tabaccaio ucciso, nigeriano condannato

Vedova:”Vita mio marito non valeva così poco, mi batterò ancora”

NAPOLI, 28 APR – Il gup di Napoli Rosamaria De Lellis, al termine del giudizio con il rito abbreviato, ha condannato a otto anni di reclusione, per omicidio preterintenzionale, Alfred Idimudia, il nigeriano di 37 anni che la sera dell’8 giugno dell’anno scorso, all’interno della stazione Chiaiano della metropolitana di Napoli sferrò due pugni al volto del tabaccaio Ulderico Esposito, poi deceduto il 4 luglio 2019, all’età di 51 anni, nell’ospedale Cardarelli di Napoli. Il gup non ha concesso le attenuanti generiche all’imputato, difeso dall’avvocato Rossella Esposito, ed ha confermato l’aggravante dei futili motivi. Il pm Gloria Sanseverino aveva chiesto una pena di 10 anni. “La vita di mio marito valeva 8 anni?”, ha detto affranta all’Ansa Daniela Manzi, vedova di Ulterico Esposito, commentando la sentenza. “Lo scorso anno – ha aggiunto – è stato ucciso un uomo giusto, un marito e un papà esemplare. Voglio continuare a credere nella giustizia e a battermi affinché mio marito non sia dimenticato”.

Ultrà Napoli: “No presupposti per finire la stagione”

‘Lasciate che istituzioni si occupino di economia’

28 APR – “Finitela con questo teatrino ridicolo, abbiate rispetto per il dramma che sta vivendo il nostro Paese, prendete atto che non ci sono i presupposti per terminare la stagione sportiva e fatevi da parte”. Lo scrivono gli ultras del Napoli, in un messaggio che sta circolando sui social, sottolineando: “Lasciate che le istituzioni si occupino di riavviare l’economia sociale, partendo da altre priorità”.
    “Ci sono – proseguono gli ultras del San Paolo – molte attività ferme che ancora non conoscono il proprio destino, milioni di disoccupati legati a un reddito di sussistenza, leggi rigide legate alla quarantena obbligatoria per chi è sfiorato dal contagio, e voi vorreste l’immunità di Stato per proteggere i vostri profitti, infischiandovene degli stadi vuoti e dei lutti dei vostri tifosi? Rappresentereste solo voi stessi su quel prato verde, i vostri interessi economici e la vostra lurida avidità”, concludono, schierandosi apertamente contro la ripresa del campionato. 

Coronavirus:famiglia Capri bloccata in Kenya, fateci tornare

Su Fb,in resort abbandonato con 500 italiani,poco cibo e farmaci

CAPRI (NAPOLI), 28 APR – Una famiglia di Capri bloccata in Kenya dopo lo stop ai voli dovuto all’emergenza Covid-19, ha lanciato un appello ad amministratori e amici attraverso Facebook per chiedere aiuto per rientrare in Italia.
    La coppia di coniugi, Diana Santoro e Fabiano Gaeta, è nel paese africano da oltre tre mesi con i due figli di 5 anni e 19 mesi.
    Insieme ad altri connazionali, sono bloccati in un resort chiuso e abbandonato dal personale da più di un mese. Hanno raccontato di non essere riusciti a imbarcarsi sull’ultimo volo per Roma organizzato dall’ambasciata italiana e decollato il 31 marzo da Nairobi per riportare in patria 170 italiani. E non hanno trovato posto neanche su un aereo partito per Francoforte a inizio aprile per il rientro di turisti tedeschi. “Siamo ancora qui, noi e altri 500 turisti italiani che sono nelle stesse condizioni – ha raccontato Diana nel video – Il villaggio è in stato di abbandono, scarseggiano viveri e medicinali e siamo alla mercé dei ladri”. Secondo la donna, alcuni dei connazionali hanno il visto di soggiorno scaduto o in scadenza. “Tanti italiani stanno tentando di collegarsi al sito dell’ufficio immigrazione di Nairobi per sbrigare le formalità ma non si riesce a fare la registrazione necessaria e l’ufficio è chiuso per il coronavirus. E’ per questo che ci rivolgiamo alla rete e lanciamo il nostro appello disperato: aiutateci a tornare a casa”.

Altri 30 positivi, 4410 contagiati

Eseguiti 2528 tamponi, 73.094 in totale da inzio emergenza

NAPOLI, 28 APR – Altri 30 tamponi dei 2528 analizzati oggi sono risultati positivi portando il totale dei contagiati in Campania a quota 4.410. Lo rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del coronavirus sono stati eseguiti 73.094 tamponi nei centri accreditati della regione.