Opere in deposito Maschio Angioino, primo intervento Comune

In cattive condizioni a Napoli. M5S annuncia interrogazione

NAPOLI, 04 MAG – Si terrà domani un incontro tra l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri, e la Soprintendenza per discutere delle procedure di restauro e recupero delle opere d’arte del deposito del Maschio Angioino e che, a causa di infiltrazioni dovute alle forti piogge dello scorso dicembre, in alcuni casi sono state danneggiate. ”E’ prioritario dire che non c’è stato alcun ritrovamento di un tesoro ignoto e sconosciuto – ha detto all’ANSA l’assessore Palmieri – come accade in molti depositi di monumenti e musei, anche nei depositi del Maschio Angioino sono custodite opere e a seguito di un sopralluogo tecnico successivo a forti temporali è emerso che versavano in un cattivo stato di conservazione e dunque l’Amministrazione ha deciso di stanziare per ora, considerando che siamo in esercizio provvisorio, 50mila euro”.Interventi di restauro e recupero che saranno quindi concordati con la Soprintendenza ”con cui – ha sottolineato Palmieri -l’interlocuzione era già stata avviata e con cui dobbiamo definire le fasi del restauro per il quale è necessario affidarsi a professionalità che hanno tutte le competenze necessarie per intervenire”. Nei depositi del Maschio Angioino sono custodite circa 400 opere tra pitture, statue e sculture.
    Tra queste anche ‘La Madonna del Rosario e Santi Domenicani’ di Luca Giordano.
    Sulla vicenda la deputata campana del M5s, Margherita del Sesto, che invece parla di ”ritrovamento”, ha annunciato che presenterà un’interrogazione al ministro per la Cultura. ”Per decenni dipinti di grandi autori come Luca Giordano, Francesco De Mura, Paolo De Matteis e Jacopo Cestaro – dice Del Sesto – sono stati abbandonati al degrado e all’oblio e rinvenuti solo l’inverno scorso a seguito di sopralluoghi per valutare i danni causati da un allagamento. Se dopo il terremoto del 1980, quando si presume che quelle opere d’arte siano state prelevate da molti edifici ex IPAB non è stato redatto nessun inventario – aggiunge – c’è il rischio che possano essersi verificati furti o dispersioni. E’ importante e urgente fare chiarezza su eventuali responsabilità e mettere in campo interventi tempestivi”.

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