Calcio: il fortino Benevento si arrende all’Atalanta

Muriel e Pasalic bucano 5-3-2 di Inzaghi. Strega cerca miracolo

NAPOLI, 12 MAG – L’Atalanta conserva la seconda piazza a discapito di un Benevento alla ricerca del miracolo per issarsi dal terzultimo posto nelle ultime due prove col già retrocesso Crotone e un Torino ancora in bilico. Ma quanta fatica per rompere il ghiaccio al 22′ sull’asse Malinovskyi-Muriel e anche per raddoppiare con Pasalic verso metà della seconda frazione.Gasperini rispolvera il 4-2-3-1 contro il 5-3-2 di Inzaghi così denso da costringere i padroni di casa estenuanti manovre ai fianchi. Due sole le chances nella prima metà del primo tempo, tra 7′ e 8′, con Pessina a girarsi dall’area (a lato) supportato da Romero e Muriel sull’onda lunga del primo corner e Zapata a strozzare il sinistro sul la di Gosens poco oltre il limite. Montipò smanaccia il cross teso di Muriel (14′), mentre di là il primo tentativo di qualunque giocata è lo stesso numero a rientrare di Improta (21′) bloccato da Gollini in presa alta. Quindi l’azione del vantaggio, con l’accentrato ucraino a restituire palla al capocannoniere atalantino (22 in A, 26 in stagione) per il tocco sotto pressoché di punta ad anticipare l’uscita del portiere.Nonostante la supremazia, i bergamaschi rischiano sul primo angolo altrui corretto dalla sponda di Glik per la botta di Barba: Romero s’intromette nella traiettoria deviandola oltre il montante. E’ il 24′ e piove a dirotto, tanto che Gollini non si fida a trattenere il secondo tiro dalla bandierina di Viola alzandolo per concedergliene un terzo.
    Se metà gara si chiude a 2’30” dall’intervallo con la doppia occasione Gosens-Zapata sul filtrante basso dalla trequarti dell’assistman dell’1-0, col colombiano a servire il tedesco stoppato da Glik e incapace di insaccare sulla ribattuta, la ripresa inizia subito con un paio di invenzioni di Muriel, che punta di mancino chiamato da Gosens il primo palo difeso da Montipò ed esplode un destro pretenzioso (alto) dai 20 metri (4′). Il connazionale Zapata (12′) non controlla sull’ennesimo affondo del migliore in campo, ma i cambi del tecnico atalantino risolvono la pratica: è il 22′ quando Pasalic, subentrato a Pessina, s’inserisce col sinistro a rimorchio di Zapata, favorito dal velo di Miranchuk, fresco cambio dell’apripista.

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