Bancale, così racconto Dante: l’esilio di un poeta

Regista napoletano su set in Romagna per docufilm con Savoia

NAPOLI, 27 MAG – E’ partito da Napoli in occasione delle celebrazioni per 700 anni dalla morte il progetto firmato dal regista Fabrizio Bancale per il docufilm “Dante: l’esilio di un poeta” prodotto dalla Società Dante Alighieri.
    Primo ciak a Castrocaro, sul set anche molti artisti napoletani, tra i quali Gigi Savoia.”Il nostro sarà un viaggio reale e visionario che, partendo dai luoghi e attraversando alcune delle pagine più significative della produzione dantesca, vuole provare a stimolare nuove prospettive, suggestioni, incantamenti”, spiega il regista partenopeo. Sarà un viaggio nei luoghi dell’esilio del Sommo Poeta, per scoprire un Dante diverso, meno accademico e più umano, sottolineandone la sua contemporaneità. Attraverso l’Italia centro settentrionale, a guidare la troupe ci saranno esperti dantisti e rappresentanti dei diversi comitati danteschi presenti sul territorio. Ma non solo loro. “Durante il percorso incontreremo anche personaggi strani, grotteschi, a volte comici, a volte drammatici, come maschere teatrali. Sono apparizioni, visioni, anime erranti, proprio come il nostro Dante”. Gigi Savoia, indosserà i panni di un clochard, Canio Loguercio e Giovanna Famulari in quelli di musicisti di strada, Paola Tortora sarà una turista con la passione del disegno e Alfonso Desentre un monaco. “Saranno loro a restituirci momenti della poesia dantesca, a intonare terzine, a raccontare attraverso la punta di una matita atmosfere e personaggi della Commedia In un continuo rincorrersi tra realtà e finzione” conclude Bancale. Il percorso comincia nelle terre della Toscana e della Romagna, dalle valli della Garfagnana alle rive dell’Arno, per proseguire poi nella zona della Lunigiana. Si raggiungerà il Casentino, poi Verona infine a Ravenna.
    “Dante: l’esilio di un poeta” è scritto dallo stesso Bancale, con la collaborazione di Germano Rubbi, direzione artistica di Lamberto Lambertini e consulenza storica di Alberto Casadei, Gino Ruozzi e Marco Veglia