Rifiuti: prosciolti in 33 al processo sulla mala gestio del Cub

A Caserta scatta la prescrizione per politici e funzionari

 NAPOLI, 23 GIU – Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha dichiarato la prescrizione per trentatré persone, tra ex sindaci, professionisti e imprenditori, imputati nel processo sul Consorzio Unico di Bacino (Cub), il mega-ente dei rifiuti in cui confluirono nel 2008 i sette consorzi di bacino intercomunali delle province di Napoli e Caserta.
    Una struttura che, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, in pochi anni, grazie a promozioni facili, assunzioni politico-clientelari e sprechi di denaro pubblico, ha accumulato debiti su debiti finendo in liquidazione appena nel 2010; da allora sono rimasti in carico al Cub, tuttora attivo, circa 1000 lavoratori tra Napoli e Caserta, senza stipendio e mai ricollocati. Dal processo erano già “usciti” sempre per prescrizione, nel dicembre 2018 al termine dell’udienza preliminare, una ventina di imputati, tra cui l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino e l’ex consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro. Oggi invece, nel corso del dibattimento, il giudice del tribunale Giovanna Caparco ha accolto l’istanza dei difensori degli imputati, derubricando il reato da peculato ad abuso d’ufficio, e dichiarando la prescrizione per trentatré posizioni. Tra i prosciolti gli ex sindaci Francesco Goglia (Casal di Principe) ed Enrico Fabozzi (Villa Literno), quest’ultimo condannato in passato per reati di camorra; entrambi ricoprirono ruoli di vertice nel Cub subito dopo la sua istituzione; proscioglimento anche per Giuseppe Venditto, storico esponente del Pd casertano, e per funzionari e dipendenti del Cub, come Angelina Zeoli e Antonio Limatola.

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