Parole d’acqua, la mostra personale di Gilda Pantuliano

Al Castello aragonese di Agropoli dal 23 luglio all’8 agosto

SALERNO, 12 LUG – “Sono una persona che ha saputo conservare intatta l’attitudine al sogno e alla speranza. Sono fortemente convinta che l’arte possa e debba cambiare il mondo, o quantomeno possa costituire un Altrove in cui rifugiarsi per sfuggire dalle brutture della vita e lenirne gli affanni”. Si presenta così al pubblico Gilda Pantuliano, artista campana che, dopo il debutto a settembre 2018, in appena tre anni ha ottenuto una prestigiosa serie di riconoscimenti. Dal 23 luglio all’8 agosto prossimi, nel Castello Aragonese di Agropoli, l’artista salernitana terrà la sua prima mostra personale in Campania, “Parole d’acqua”, dopo il successo di quella a Roma del gennaio 2020. Al centro dell’esposizione la sua serie di opere più nota e apprezzata; “Le orme sull’acqua”, singolare connubio tra ecologia e inconscio, tra ricerca di nuovi modelli espressivi e rivalutazione delle memoria e della cultura locale. Le “orme sull’acqua” sono creazioni digitali dai contrasti vividi, violenti: “La mia è un’arte che grida e non bisbiglia, quindi sono banditi i colori timidi”. Partendo da foto di reti da pesca, Gilda propone forme solo apparentemente astratte, nelle quali come in un test di Rorschach ognuno può scorgere figure e simbolismi affini alla sua interiorità; oppure seguire le suggestioni indicate dall’artista attraverso il titolo. Opere in cui riecheggia il grido di una natura offesa e devastata, di un mare che è madre di sogni e di prosperità ma anche vittima di innumerevoli abusi. La fluidità è un tema ricorrente nel lavoro di Gilda Pantuliano. “Ho scelto ‘Fluida’ come nome d’arte. Questo perché mi sento parte del mio tempo, senza certezze, mutevole, costantemente alla ricerca di qualcosa d’altro, transitoria, fragile, inquieta, individualista. Appartengo a quella società che sfugge, in continuo cambiamento, nella quale tradizioni, legami stabili, regole, sono andate incontro ad una progressiva diluizione. una società liquida, come la definiva Zygmunt Bauman. Sia il mio linguaggio che la mia tecnica espressiva sono il frutto di questo modo di essere, e nei miei lavori il riferimento agli elementi primari è sempre presente, specie all’acqua, alla sua potenza generatrice universale. Amo immensamente il mare – spiega – e sono consapevole che la battaglia per la sua salvaguardia bisogna combatterla contro gli interessi miliardari delle multinazionali della lavorazione e trasformazione dei prodotti ittici e contro l’indifferenza imperante. Far finta che il problema non esista è una posizione di comodo per perseverare nelle nostre superficiali abitudini alimentari. Ma occorrerebbe solo un po’ di maggiore attenzione negli acquisti, magari richiedendo prodotti con la certificazione di pesca sostenibile, per fare la differenza”. L’esposizione personale Parole d’acqua, patrocinata dal Museo MIACE e dall’Unione Europea Esperti d’Arte, è a cura della storica dell’arte e critica Antonella Nigro, che così descrive il lavoro di Gilda Pantuliano: “Distrugge e costruisce la figurazione ottenendo labirinti della visione e della mente ove addentrarsi, perdendosi per poi ritrovarsi, significa affrontare tragitti e percorsi per conquistare l’incanto e la meraviglia che, crudelmente, la contemporaneità ci sottrae. Per questo, nell’indagine di Gilda Pantuliano non può mancare il mare, non solo perché, da sempre, è richiamo impetuoso, viaggio e conoscenza, ma perché le affinità con la profondità della mente umana sono tali che i due elementi possono essere considerati la forma visibile e invisibile della stessa realtà: le loro regioni più profonde sono spesso impenetrabili, gli abissi custodiscono una vita che esiste eppure che ancora ignoriamo, esattamente come il nostro inconscio”. L’artista, dopo la partecipazione di giugno all’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma, si è appena aggiudicata il primo premio sezione Social e il premio Arte al museo nel Concorso Internazionale di Arte Contemporanea MudinArte organizzato dal Museo Diocesano San Matteo di Salerno; si è aggiudicata per meriti artistici, nell’ambito della kermesse culturale Festa del libro in Mediterraneo a cura di Alfonso Bottone, il Premio DonneinCultura salernitane. I collages fotografici digitali della serie Le orme sull’acqua sono stati esposti in gallerie a Roma, Venezia, Lecce, Parigi, Madrid, Amburgo; la serie è storicizzata nell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, ed. 2020.