Beni culturali:’Comunità Patrimoniali’ per la valorizzazione

A Napoli domani forum sull’attuazione della Convenzione di Faro

NAPOLI, 15 DIC – Sono 24 le ‘Comunità Patrimoniali’ aderenti alla “Rete Faro Italia”, fondata dall’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa, attive sul territorio nazionale; in Campania sono 6: a Napoli i Friends of Molo San Vincenzo, gli Amici del Museo e Certosa di San Martino, la Comunità del Parco Quartieri Spagnoli, l’Associazione Vergini Sanità e il Servizio Valorizzazione della città storica – Area Trasformazione del Comune di Napoli; a Salerno il Collettivo Blam.

“Dopo la ratifica da parte dell’Italia della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, avvenuta a settembre 2020, fioriscono le attività di implementazione sulla nostra Penisola”.

Lo ha affermato Luisella Pavan-Woolfe, direttrice della sede italiana del Consiglio d’Europa, che lancia un nuovo appello in occasione del forum sull’attuazione della Convenzione di Faro, Comunità Patrimoniali come bene comune: relazioni, partecipazione e benessere in una prospettiva multidisciplinare condivisa, che si terrà nel Complesso dei SS. Marcellino e Festo di Napoli domani e venerdì 17 dicembre, promosso da Cnr-Iriss e Università “Federico II”, Dipartimento di Studi Umanistici.
    “Rappresentanti della società civile, Comunità Patrimoniali, istituzioni pubbliche e centri di ricerca – ha aggiunto Pavan-Woolfe – mettono in opera i principi di questo testo innovatore che ha cambiato il paradigma della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.
    Cnr-Iriss, da tempo partner interessante e all’avanguardia di importanti sviluppi che dall’Italia sono stati poi assunti e trasporti a livello europeo, grazie a questo convegno permetterà un nuovo momento di confronto e riflessione offrendo un punto di incontro tra queste importanti e differenti realtà”.
    Le Comunità Patrimoniali, così definite dalla Convenzione di Faro, sono costituite, rileva una nota, “da persone che attribuiscono valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale e concorrono in modo fondamentale e innovativo, nel quadro dell’azione pubblica, alla sua valorizzazione e a trasmetterlo alle generazioni future”.
    “La conferenza a Napoli vuol essere un momento di discussione e dialogo con esperti delle varie discipline, urbanisti e psicologi in primis – ha rimarcato Caterina Arcidiacono, ordinario di Psicologia sociale dell’Università degli Studi di Napoli – che, ma anche geografi ed esperti di economia politica, pedagogisti e sociologi per costruire una via comune lungo la strada aperta dalla Convenzione di Faro. E cioè considerare quale patrimonio culturale non solo i beni materiali (edifici-strade piazze) ma anche quelli immateriali (identità memorie, speranze). In tal modo gli spazi di vita diventano luoghi della cultura del passato, del presente e del futuro e in questa sinergia multidisciplinare e atemporale aprono a un nuovo e rinnovato uso degli spazi collettivi e dei beni comuni”.
    Secondo Massimo Clemente (direttore dell’Istituto di Ricerca sull’Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche) “la conferenza rappresenta un importante momento di dibattito scientifico sulla ‘Convenzione di Faro’ e sulla valorizzazione del patrimonio culturale nella prospettiva dei beni comuni culturali quale elemento fondamentale per lo sviluppo sostenibile e l’innovazione sociale. La conferenza, inoltre, sarà l’occasione di confronto internazionale tra Comunità Patrimoniali che permetterà di evidenziare la capacità dei cittadini di attribuire valore a degli aspetti specifici del patrimonio culturale, di cooperare per la sua valorizzazione e trasmetterlo alle generazioni future”.