Focolaio Covid con morti, due indagati per omicidio colposo in una Rsa

Per gli inquirenti, tra le altre cose, avrebbero malgestito la “seconda ondata”

Questa mattina i Carabinieri di Torre Annunziata hanno notificato a due donne – legate ad una R.S.A. – il divieto di assistenza alle persone fragili, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata. Le due donne sono indagate per abbandono di persone minori o incapaci, omicidio colposo plurimo e violazione delle leggi sanitarie in materia di esercizio di una struttura sanitaria del tipo R.S.A.. Per loro, la Procura di Torre Annunziata aveva chiesto gli arresti domicialiri.

L’attività di indagine, condotta dai Carabinieri, è scaturita a seguito dei gravi fatti accaduti tra il 25 ottobre e l’11 novembre 2020, presso la “Casa Famiglia Maria Immacolata S. Vincenzo dei Paoli”, sita a Torre Annunziata, adibita a struttura sanitaria del tipo R.S.A.. La struttura, per gli inquirenti, non aveva le autorizzazioni necessarie e presentava molteplici carenze sotto il profilo igienico-sanitario e dell’assistenza sanitaria in favore degli anziani ospiti.

Il 1° novembre 2020, nella fase più acuta della c.d. “seconda ondata” del virus Covid-19, ci fu l’intervento dei Carabinieri, mentre la struttura ospitava 12 signore anziane. Alcune delle quali presentavano difficoltà motorie e tutte in seguito risultarono positive al Covid-19. Purtroppo, cinque delle stesse, nei primi giorni di novembre, persero la vita. Nella fase successiva, non senza difficoltà, le ospiti vennero traferite in altre strutture idonee. 

La struttura, gestita da una 90enne in qualità di Presidentessa di un’associazione no-profit, e di fatto diretta da una 62enne, come emerso dalle indagini era priva di autorizzazioni e non aveva adottato alcuna misura per proteggere gli ospiti dal rischio di contagio. Nel periodo di massima diffusione del virus, in particolare, all’interno della casa anziani non sarebbero stati utilizzati i dispositivi di protezione individuale, né adottati i protocolli di sicurezza che prevedono la sanificazione degli ambienti e il negato accesso a persone estranee, tanto che continuavano perfino a celebrarsi messe all’interno di una piccola cappella, aperta a chiunque.

Infine, l’assenza di personale medico qualificato ha creato diversi problemi alle ospiti affette da malattie particolarmente debilitanti. Inoltre, vi sarebbe stata una gestione del tutto inadeguata dell’emergenza sanitaria, tanto che le anziane ospiti sarebbero state lasciate in condizioni di sostanziale abbandono, fino al verificarsi dei primi decessi.