Obbligo vaccinale per tutti o Super green pass sul lavoro? Draghi, la decisione più difficile

Sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri l’ipotesi dell’estensione del certificato rafforzato a tutti i lavoratori, ma si fa strada anche l’ipoteso del vaccino obbligatorio. Prima della possibile elezione al Quirinale, il premier potrebbe trovarsi davanti a un bivio

Sarà sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri, in programma tra il 3 e il 5 gennaio 2022, l’ipotesi dell’estensione del Super green pass a tutti i lavoratori, una misura da sempre sostenuta da Brunetta, ma ora anche da altri ministri tra cui Orlando, Bonetti e molti governatori. Tanti dubbi da parte di Lega e Cinque Stelle. Potrebbero esserci anche decisioni drastiche: Mario Draghi “si è convinto che fra il super Green Pass per tutti i lavoratori e l’obbligo, è ormai preferibile il secondo”, secondo la Stampa. Ieri la discussione in consiglio dei ministri, sulla possibilità di allargare a tutti i lavoratori l’obbligo di essere vaccinati o guariti da non più di 6 mesi, pare sia stata solo rinviata: ci si è limitati a cambiare le regole sulla quarantena e a una prima estensione del super green pass dal 10 gennaio.

Obbligo vaccinale per tutti o Super green pass ovunque

“Rinviamo il provvedimento. Ma lo approviamo nella prossima riunione del Consiglio dei ministri”. Ieri sera alle nove Mario Draghi, preso atto delle posizioni diverse in maggioranza, avrebbe deciso con questi termini  di accantonare per qualche giorno il tema del Super green pass per tutti i lavoratori, senza più distinzioni tra ambiti, settori, categorie. Se il certificato verde rafforzato (quindi con vaccino) venisse reso obbligatorio, un rischio c’è: quello dell’improvviso stop alle imprese che deriverebbe dai forfait di dipendenti non vaccinati, e servirebbe dunque un preavviso sostanzioso.

La Lega per ora più di tutti fa muro, il capodelegazione Giancarlo Giorgetti, nel corso della cabina di regia che ha preceduto il cdm serale, avrebbe espresso perplessità “non ideologiche ma pragmatiche. Va bene il Super Green Pass per chi lavora, è il suo messaggio, ma si predisponga prima un elenco delle categorie fragili da rendere esenti e un fondo per indennizzare chi subisse gravi conseguenze dalla vaccinazione”, rivela Repubblica. Tra i pentastellati il ministro Stefano Patuanelli ha sottolineato che “finora si è sempre ragionato per funzioni: forze dell’ordine, docenti, sanitari, lavoratori a contatto con le persone. ‘Quale sarebbe la ratio di una distinzione tra lavoratori e disoccupati?’ il succo del suo pensiero. Forza Italia ha rilanciato proponendo direttamente l’obbligo vaccinale”. 

L’obbligo vaccinale Covid sarebbe costituzionale?

Di fatto le posizioni di Lega e M5s vanno più o meno velatamente verso l’ok all’obbligo vaccinale, ritenuto preferibile e più praticabile rispetto al certificato verde. Prima della possibile elezione al Quirinale, il premier potrebbe trovarsi davanti a un bivio. “La ragione che spinge il premier a prendere in considerazione la soluzione si può riassumere così – secondo la Stampa – L’eventuale estensione del Green Pass rafforzato a tutti i lavoratori interesserebbe 23 milioni di italiani, fra i quali si conta la stragrande maggioranza dei no vax. La complicazione giuridica che imporrebbe allo Stato di risarcire gli eventuali danni collaterali è ormai superata dalla necessità di allargare il più possibile la copertura vaccinale. Con questi numeri, l’assunzione di responsabilità che il governo si assume con l’obbligo formale di vaccinazione è politicamente più rassicurante di un obbligo di fatto verso chi deve raggiungere il lavoro”.

Gaetano Azzariti, costituzionalista dell’università La Sapienza di recente spiegava che l’obbligo vaccinale è costituzionale “in casi estremi e a determinate condizioni”. Per Azzariti quindi “se la situazione pandemica dovesse aggravarsi in estrema ratio si potrebbe decidere di arrivare all’obbligo vaccinale”. Chi lo dovrebbe decidere? “La politica e la scienza insieme. Dovrebbero ritenere – afferma – che per raggiungere l’obiettivo della salute l’obbligo del vaccino diventi necessario. Del resto durante questa pandemia ci è già capitato di avere a che fare con obblighi che hanno inciso sui diritti costituzionali fondamentali”.

“Il governo, per contenere la pandemia, ha ancora tre strade: obbligo vaccinale, lockdown per i no vax, eliminare i tamponi dal Green pass. Ma la prima via è quella maestra, non c’è più tempo da perdere, l’esecutivo deve avere più coraggio”. A dirlo ieri è stata una delle voci scientifiche più istituzionali in Italia, il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri.

Sull’obbligo vaccinale Covid in Italia la decisione non è stata presa: nessuno dei grandi paesi europei ha intrapreso per ora quella strada. Non è detto però che a inizio 2022 le cose non cambino. “Di obbligo si parla da settimane e la scelta è matura per il Paese e per l’Europa – secondo Enrico Letta, segretario del Pd – La mia sensazione è che ci sia un sur place tra i Paesi, il primo che introduce l’obbligo produrrà un effetto domino in tutti gli altri”.