Cosa sappiamo sul bimbo di 10 anni morto di Covid

La tragedia del piccolo Lorenzo. In caso di contagio, è molto raro che i bambini debbano ricorrere alle cure in terapia intensiva: “Ma il Sars-Cov-2 può essere cattivissimo”, spiegano gli esperti

Lorenzo G., un bambino di 10 anni (ne avrebbe compiuti 11 a marzo),  è morto all’alba di ieri, martedì 25 gennaio 2022, all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove era ricoverato nel reparto di terapia intensiva, a causa del covid. Era stato trasferito nella tarda mattinata di ieri dall’ospedale di Mondovì in condizioni disperate. Non aveva altre patologie importanti e non era ancora stato vaccinato per alcune precauzioni di salute, nonostante la sua famiglia fosse tutta vaccinata.

La tragedia del piccolo Lorenzo

Da pochi giorni stava male a casa (nausea, febbre e dolori alle ossa) ed è stato portato all’ospedale. Venerdì Lorenzo stava ancora bene. Sabato mattina  il suo tampone è risultato positivo; ventunesimo caso di positività a Nucetto. Si è aggravato domenica pomeriggio. Stanchezza, febbre, dolore, sfinimento. È stato portato in ospedale di Mondovì alle 4 di mattina di lunedì, dove hanno subito capito che doveva essere trasferito d’urgenza al Regina Margherita. 

Il piccolo paziente era arrivato in ospedale con con ipotermia, rabdomiolisi, dolori muscolari importantissimi agli arti inferiori e sospetta miocardite innescati dal virus. Ieri era iniziato fin da subito il trattamento specifico contro il covid fino ad arrivare alla dialisi. Purtroppo tutti i tentativi si sono rivelati inutili. “La direzione aziendale della Cittá della Salute di Torino si stringe alla famiglia in questo momento di profondo dolore”, dicono dall’ospedale. Il Comune di Nucetto ha proclamato il lutto cittadino per l’accaduto.

Lorenzo è il primo in Piemonte a morire per Sars-Cov2. “È morto per Covid, non era malato”, dice ai cronisti Franca Fagioli, direttrice del dipartimento di Patologia e cura del bambino del Regina Margherita: è stata disposta l’autopsia. Nelle sue condizioni non era possibile usare i monoclonali per cui il Regina Margherita è un centro di riferimento. L’infezione virale avrebbe scatenato una risposta infiammatoria molto grave. Il bimbo viveva a Nucetto, sul Colle di Nava. Non era stato vaccinato a differenza di genitori e fratelli per un episodio di epilessia avuto da piccolo. La famiglia aveva preso tempo per riflettere. L’epilessia non rappresenterebbe una controindicazione al vaccino. “Non è descritto”, spiegano i medici, se l’epilessia possa essere considerata un’aggravante nell’infezione da Covid. “Visto che Lorenzo soffriva di crisi epilettiche, avevamo consultato un medico che ci aveva detto di aspettare”, ha detto disperato il padre.

La tragedia del piccolo Lorenzo

Da pochi giorni stava male a casa (nausea, febbre e dolori alle ossa) ed è stato portato all’ospedale. Venerdì Lorenzo stava ancora bene. Sabato mattina  il suo tampone è risultato positivo; ventunesimo caso di positività a Nucetto. Si è aggravato domenica pomeriggio. Stanchezza, febbre, dolore, sfinimento. È stato portato in ospedale di Mondovì alle 4 di mattina di lunedì, dove hanno subito capito che doveva essere trasferito d’urgenza al Regina Margherita. 

Il piccolo paziente era arrivato in ospedale con con ipotermia, rabdomiolisi, dolori muscolari importantissimi agli arti inferiori e sospetta miocardite innescati dal virus. Ieri era iniziato fin da subito il trattamento specifico contro il covid fino ad arrivare alla dialisi. Purtroppo tutti i tentativi si sono rivelati inutili. “La direzione aziendale della Cittá della Salute di Torino si stringe alla famiglia in questo momento di profondo dolore”, dicono dall’ospedale. Il Comune di Nucetto ha proclamato il lutto cittadino per l’accaduto.

Lorenzo è il primo in Piemonte a morire per Sars-Cov2. “È morto per Covid, non era malato”, dice ai cronisti Franca Fagioli, direttrice del dipartimento di Patologia e cura del bambino del Regina Margherita: è stata disposta l’autopsia. Nelle sue condizioni non era possibile usare i monoclonali per cui il Regina Margherita è un centro di riferimento. L’infezione virale avrebbe scatenato una risposta infiammatoria molto grave. Il bimbo viveva a Nucetto, sul Colle di Nava. Non era stato vaccinato a differenza di genitori e fratelli per un episodio di epilessia avuto da piccolo. La famiglia aveva preso tempo per riflettere. L’epilessia non rappresenterebbe una controindicazione al vaccino. “Non è descritto”, spiegano i medici, se l’epilessia possa essere considerata un’aggravante nell’infezione da Covid. “Visto che Lorenzo soffriva di crisi epilettiche, avevamo consultato un medico che ci aveva detto di aspettare”, ha detto disperato il padre.

La madre è stata sempre al suo capezzale, scrive oggi la Stampa, essendo positiva anche lei. Tutte le cure di cui la medicina dispone oggi non sono state sufficienti. Non si era mai visto un aggravamento così repentino del quadro clinico: per questo è stata chiesta l’autopsia. “Tutti ci chiediamo perché sia successo e non troviamo risposte, siamo attoniti e senza parole”, dice il sindaco Enzo Dho. “Quando tu ti sentivi triste o arrabbiato per qualche ragione e lo incontravi, lui ti cambiava l’umore. Ti faceva venire voglia di essere leggero, subito passavi dei bei momenti. Lorenzo ti salutava da trenta metri con quel ciao stupendo, e tutto andava a posto”.

Al momento non si sa se il bimbo sia stato contagiato dalla variante Delta oppure Omicron. 39 bambini nella fascia 0-19 sono deceduti per Covid in Italia. Non è tuttavia dato sapere quanti di loro avessero una malattia pregressa e quindi siano morti “con il Covid”. Quella che ha posto fine alla giovane vita di Lorenzo Gazzano è stata una forma estremamente aggressiva, atipica e rara. Con la variante Omicron sono aumentati i contagi anche nella fascia di età pediatrica, dunque è più alto il rischio che qualcuno sviluppi una forma grave. 

I bambini e il Covid: “Le cure in terapia intensiva sono molto rare”

“La morte per Covid è un evento estremo, le cure in terapia intensiva sono molto rare, ma il Sars-Cov-2 può essere cattivissimo anche per i bambini”, spiega a Repubblica Alberto Villani, primario di Pediatria dell’ospedale Bambino Gesù di Roma ed ex presidente della Sip, la Società italiana di pediatria: “Se paragoniamo i casi di malattia grave nell’età adulta con i casi nell’età evolutiva, questi ultimi sono ampiamente inferiori. Abbiamo quindi il dovere di rassicurare le famiglie e allo stesso tempo di spiegare che non è possibile prevedere in origine l’esito finale della malattia. E quando il numero dei soggetti infetti si amplia a dismisura i rischi aumentano”.

In caso di contagio, i bambini “nella stragrande maggioranza dei casi se la cavano con forme molto lievi: febbre, tosse, raffreddore. Ma possono subentrare problemi respiratori o la Mis-C, la sindrome infiammatoria multiorgano tipica dell’età evolutiva che a sei-otto settimane dall’infezione porta a una situazione talmente critica da richiedere in due casi su tre la rianimazione a causa di disturbi cardiologici e del sistema nervoso. Poi – continua Villani – ci sono le miocarditi che tanto spaventavano durante le prime vaccinazioni degli adolescenti e invece hanno conseguenze serie quando sono innescate dal virus. E ancora il long Covid che colpisce il 5-7% di coloro che hanno contratto l’infezione e a distanza di tempo presentano astenia, stanchezza cronica, disturbi gastro-intestinali, sintomi di interesse neuro-psichiatrico”.