Il dramma di Ginevra, la bimba uccisa a 2 anni dal Covid: “Condizioni precipitate in 48 ore”

In meno di due giorni le condizioni della bambina di Mesoraca sono peggiorate fino al decesso. Inutile il trasferimento d’urgenza a Roma

Venerdì la bambina ha iniziato a stare molto male, domenica all’alba non c’era più. Non c’è stato nulla da fare. Una bambina è morta di Covid a 2 anni. Il viaggio della speranza da Catanzaro a Roma con un Falcon dell’aeronautica militare è stato purtroppo inutile per la piccola Ginevra: era arrivata sabato pomeriggio in elisoccorso, dall’ospedale Pugliese-Ciaccio, per un ricovero d’urgenza all’ospedale Bambino Gesù. La piccola era originaria di Mesoraca, seimila anime in provincia di Crotone. All’alba di domenica è deceduta a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni. Il Covid 19 non ha dato scampo ai suoi giovani polmoni. Al San Giovanni di Dio di Crotone era arrivata con la febbre e problemi respiratori: il tampone aveva confermato che si trattava di coronavirus.

Nel giro di poche ore le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate per la polmonite interstiziale bilaterale e Ginevra era stata trasferita in ambulanza all’ospedale di Catanzaro: era stata ricoverata in rianimazione, poi la richiesta della prefettura del trasporto aereo d’urgenza verso la capitale. In Calabria non ci sono terapie intensive pediatriche. Ci sono le terapie intensive per i piccoli, ma solo “neonatali”. Tuttavia il bambino è un paziente con caratteristiche ed esigenze precise, che ha bisogno di professionalità e strumentazioni specifiche. Si è deciso di volare a Roma.

“La paziente era arrivata già intubata e in condizioni disperate, con insufficienza respiratoria e compromissione delle funzioni vitali. Nonostante tutti i tentativi dei sanitari, la bambina è deceduta poche ore dopo l’arrivo in Ospedale”, scrivono l’Unità di Crisi Covid della Regione Lazio e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. “La piccola è arrivata in condizioni disperate, i team medici non hanno avuto neanche il tempo di intervenire – ha detto l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – . Ci sentiamo profondamente addolorati, alla famiglia va tutto il nostro cordoglio”. Vicinanza alla famiglia in queste ore drammatiche arriva anche dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “La scomparsa della piccola Ginevra rappresenta una ferita dolorosa per tutti noi. Ci stringiamo attorno alla famiglia che vive questo grande dolore”.

Il sindaco di Mesoraca, sgomento come tutti i concittadini, ha espresso “la tristezza di un’intera comunità che, nel giro di pochi giorni, ha visto volare in cielo tre care concittadine a causa del coronavirus. Il risveglio di stamattina poi, è stato ancora più tragico e lascia un intero paese scosso e distrutto”. 

“Che neanche te lo immagini che indietro non si torna, non si può tornare più” scrive la mamma, usando le parole di Vasco, mentre a Roma aspetta che il padre e altri familiari la raggiungano. Il marito, carabiniere in servizio alla stazione di Petilia Policastro, non è potuto ancora arrivare nella capitale. Come la moglie regolarmente vaccinato, ma positivo al Covid, non ha neanche potuto accompagnarla di ospedale in ospedale. “È stravolto, distrutto” dicono gli intimi. Il comando provinciale dell’Arma a Catanzaro gli ha predisposto intorno un cordone di sicurezza e riserbo.