“Vergogna. Non si tolgono i fondi al San Carlo”: i motivi della protesta alla prima dell’Aida

Il grido di dolore dell’ingegnere Claudio Lamberti. L’intervista di NapoliToday

E’tornata in scena al Teatro di San Carlo dal 15 febbraio l’Aida di Giuseppe Verdi, terzo titolo operistico della Stagione 2021/2022, come ideale omaggio al 150° anniversario dalla prima, avvenuta al Cairo nel 1871, celebrato in tutta Italia.

Prima dell’inizio dell’opera l’ingegnere Claudio Lamberti ha esclamato: “Vergogna. Non si tolgono i fondi al San Carlo”. NapoliToday lo ha contattato chiedendo le ragioni di tale protesta.

Ingegnere Lamberti, ci spiega il motivo del suo grido di dolore?

“Quella di ieri non voleva essere una polemica era solo un grido di dolore lanciato da chi teme che questo meccanismo, privato dei pur limitati finanziamenti messi a disposizione, possa incepparsi. Forse ho usato parole forti e di questo chiedo scusa, ma si sa che i “melomani” sono individui passionali e le loro manifestazioni a teatro sono sempre caratterizzate da tinte forti. Diciamo pure che la intendo come “esortazione” che voglio ripetere ogni volta (io sono un assiduo frequentatore) fino a quando non arriverà alle orecchie dei soggetti protagonisti di questa polemica. Queste sono questioni che è bene risolvere nelle sedi opportune e riservate, lasciando a noi spettatori la gioia della sola musica delle voci dei cantanti e degli strumenti musicali, le altre non ci interessano”.

Sul taglio dei fondi che idea si è fatto?

“Oggi il nostro teatro è al centro di questioni e polemiche in cui non voglio neanche avventurarmi, non mi competono, non ne conosco e non ne voglio neanche conoscere le motivazioni, ma mi sembrano questioni di natura amministrativa che nulla hanno a che vedere con il bel canto.

Qual è il suo rapporto con la lirica e in generale con il San Carlo?

“Amo molto la musica lirica, provengo a mia volta da una famiglia di grandi appassionati. Le mie prime frequentazioni del San Carlo risalgono alla metà degli anni ’50, nel palco di famiglia, a quell’epoca, di III fila n. 18 e al San Carlo mi sento a casa”.

Come giudica lo stato di salute attuale del San Carlo e la qualità della programmazione?

“Sono molto grato all’attuale soprintendente, che non ho il piacere di conoscere personalmente, pur conoscendo perfettamente la sua fama e il suo curriculum, per il taglio di grande qualità che ha inteso dare alla programmazione, alta qualità che si inserisce bene e a pieno titolo nella più grande tradizione del San Carlo, l’Aida data ieri ne è stata una prova e di questo lo ringrazio pubblicamente. Non faccio l’elenco di ciò che abbiamo potuto ascoltare a partire dal luglio 2020 con Tosca e Aida in piazza del Plebiscito, chi segue la lirica sa di che cosa parlo e il programma di quest’anno ci regalerà ancora altre serate indimenticabili. L’idea di poter avere a Napoli artisti che noi appassionati andiamo ad ascoltare in tutta Europa e non solo, mi dà gioia e mi inorgoglisce e tutta la comunità cosiddetta “melomane”, non solo napoletana, è d’accordo con me. Viva Verdi”.