Da Napoli in Ucraina per aiutare le persone a scappare dalla guerra: “C’è tanto freddo. Rischiano la vita”

“Qui, al confine con la Romania, ci sono soprattutto donne, bambini, anziani e disabili. La situazione è grave”, spiega a NapoliToday Svitlana Hryhorchuk, che ha con sè una lista di nomi di parenti di lavoratrici ucraine residenti a Napoli

Svitlana Hryhorchuk, sindacalista dell’Usb, si è spostata da Napoli in Ucraina, sua terra di origine, per prendere i genitori e portarli in Italia, dopo 20 ore di viaggio. Poi però, vista la drammatica situazione, ha deciso di tornare in Ucraina per aiutare coloro che, senza mezzi nè risorse, stanno provando a fuggire dalle bombe. Ha con sè una lista di nomi di figli e genitori che le hanno consegnato le ucraine da lei assistite ogni giorno nel suo lavoro nell’Unione Sindacale Di Base, nella Rete Nazionale delle Lavoratrice Domestiche e ConsultAzioni Sociali. Sono soprattutto donne che da anni lottano per vedere salvaguardati i propri diritti sul posto di lavoro, spesso sfruttate e mal pagate, che oggi sono preoccupate per i propri cari che sono ancora in Ucraina, sotto la furia delle bombe russe.

Svitlana: “Se i profughi non muoiono per la guerra lo faranno di fame”

“Come ho promesso a me stessa, sono tornata lì, dove sono ci sono i rifugiati ucraini e hanno bisogno di aiuto, al confine con la Romania. Ci sono volontari di tutto mondo, ma mancano i governi con i loro milioni. In Romania attualmente ci sono 227.000 rifugiati che hanno attraversato la frontiera. 25 mila attualmente ai confini smistati tra alberghi e famiglie. C’è tanto freddo e la gente è disorientata. Ci sono soprattutto donne, anziani, bambini e disabili. Servono aiuti dall’Italia, fate presto. Se i profughi non muoiono per la guerra lo faranno di fame. Presto torneremo in Italia per organizzarci meglio e poi ripartire di nuovo”, spiega Svitlana a NapoliToday. La sindacalista, ucraina di Chernivzi, vive a Napoli da 22 anni con i suoi tre figli, ma tanti amici e parenti sono ancora nelle terre martoriate dalla guerra.