Camorra, i “film” del clan: i D’Amico Mazzarella riciclavano nel cinema

I soldi viaggiavano sull’asse Napoli-Roma anche grazie a due esponenti delle forze dell’ordine compiacenti

Emergono nuovi dettagli sull’operazione che stamattina ha portato a numerosi arresti tra Napoli e Roma e al sequestro di beni 1,5 milioni di euro. Sono nove le persone per cui sono scattate misure cautelari. Vengono ritenute dagli inquirenti gravemente indiziate, a vario titolo, di riciclaggio in concorso con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e di emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.

Il sistema di riciclaggio

L’ipotesi degli inquirenti è che il clan D’Amico-Mazzarella di San Giovanni a Teduccio abbia mandato i proventi di attività illecite a un’azienda di vini. I soldi partivano da Napoli con direzione Roma. Venivano occultati in auto avvalendosi della consulenza di due appartenenti alle forze dell’ordine, uno alla polizia e uno ai carabinieri. I due non solo offrivano maggiori garanzie di poter sfuggire a eventuali controlli durante il trasporto, ma avrebbero acquisito e comunicato informazioni riservate utili a eludere eventuali indagini.

L’azienda vitivinicola, a sua volta, li mandava a delle società cinematografiche sotto forma di finanziamenti per dei film. A quel punto la società cinematografica li avrebbe spediti, tramite transazioni bancarie, ad altre società riconducibili al clan per prestazioni inesistenti, ripulendo in questo modo i soldi “sporchi”.

Durante le investigazioni sono state documentate – spiegano gli investigatori – movimentazioni bancarie per operazioni di riciclaggio di almeno 1 milione e 250mila euro.