Covid, il Prof. Ascierto: “Non è ancora il momento di abbassare la guardia”

“I casi si stanno registrano principalmente nella fascia d’età tra i 14 e i 29 anni, per questo motivo è importante che i ragazzi continuino a sottoporsi alla vaccinazione, per ridurre ulteriormente il rischio di contagio”

Dal primo aprile inizierà un progressivo allentamento delle restrizioni anti-Covid per un ritorno alla normalità. Da questa data cadrà l’obbligo del green pass per i servizi di ristorazione all’aperto e per i mezzi di trasporto pubblico, mentre per accedere ai luoghi di lavoro basterà esibire il green pass base (vaccinazione, guarigione o tempone). Dall’1 maggio, poi, il green pass sarà sostanzialmente archiviato, e saranno abolite anche le mascherine al chiuso. Ma l’Oms non sembra essere d’accordo a questo allentamento delle misure anti-Covid e bacchetta alcuni Paesi UE (tra cui l’Italia). “Nelle ultime due settimane – ha detto Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – stiamo registrando un nuovo aumento dei casi Covid in 18 Paesi (tra cui l’Italia) su 53 della nostra Regione europea, mentre la mortalità sta ancora diminuendo. Questo è dovuto principalmente alla circolazione della variante Omicron 2, molto più trasmissibile ma non più grave, ma anche perché le misure anti-Covid sono state revocate “troppo brutalmente” in alcuni Paesi”.

Dello stesso parere è anche il Prof. Paolo Ascierto (Presidente della Fondazione Melanoma e Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione “G. Pascale” di Napoli), da inizio pandemia in prima linea per la battaglia al Covid. “L’ allentamento delle restrizioni, una riduzione dell’uso delle mascherine, sia negli ambienti chiusi (per quanto ancora obbligatorie) che all’aperto e, infine, un atteggiamento più rilassato che ha determinato una diminuzione dell’utilizzo dei meccanismi di protezione, come ad esempio, la disinfezione delle mani o la distanza di sicurezza – spiega Ascierto a NapoliToday -, ha sicuramente contribuito all’aumento dei contagi che stiamo registrando. Inoltre – prosegue -, l’obbligatorietà del vaccino solo negli over 50 ha reso l’età giovanile molto più suscettibile all’infezione. I maggiori casi, infatti, si stanno registrando tra i 14 e i 29 anni, per tale motivo è importante che anche questa classe d’età si continui a sottoporre alla vaccinazione per ridurre ulteriormente il rischio di contagio”.

Prof. Ascierto, siamo all’inizio di una quinta ondata?

 “Credo sia ancora presto per parlare di quinta ondata, ma è fondamentale che si continuino a mettere in atto tutti i meccanismi di protezione volti a ridurne la circolazione, senza mai abbassare la guardia perché i numeri, ad oggi, non ci permettono di farlo”.

Si tratta prevalentemente di asintomatici o poco sintomatici, quindi malati che non pesano sul sistema ospedaliero. Eppure al Cotugno si è registrato un incremento del 30% dei ricoveri Covid. Qual è la reale situazione negli ospedali?

“Sì, stiamo assistendo ad un nuovo incremento dei ricoveri in Campania, ma, è importante sottolinearlo, sono prevalentemente soggetti non vaccinati o che presentano comorbidità gravi”.

E’ giusto, secondo lei, non prorogare lo stato di emergenza nonostante la nuova impennata di casi? Non si rischia un “effetti rimbalzo” successivo alle aperture che potrebbe compromettere la stagione estiva?

“E’ molto difficile rispondere a questa domanda. La soluzione non si trova in un calcolo matematico, ma in un sottile equilibrio che, se da una parte deve permettere un ritorno alla vita quanto più normale possibile, dall’altra deve considerare che il rischio di una quinta ondata c’è e dobbiamo continuare ad essere molto cauti. Sappiamo che il virus circola, soprattutto questa nuova variante, la Omicron 2, pertanto dobbiamo essere prudenti senza però istigare allarmismi”.

Sul tavolo di lavoro del Ministero della Salute c’è l’ipotesi di una quarta dose per gli anziani. Ma su questo c’è grande divisione. Ci si chiede se sia utile somministrare una quarta dose di un vaccino ormai vecchio non tarato sulla variante Omicron, che è ormai prevalente in tutto il mondo. Cosa pensa a riguardo?

“Se non ci fosse stato il vaccino, ora il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei morti, sarebbe ben diverso da quello che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere. Vaccinarsi è la soluzione ed il richiamo del vaccino è fondamentale per permettere una copertura adeguata contro il rischio di sviluppare una grave infezione da Covid-19”.

Cosa è stato sbagliato nella gestione della pandemia, cosa ha funzionato, e quale scenario ci attende nei prossimi mesi?

“Non mi sento di puntare il dito contro qualcuno o contro qualcosa. Tutti, chi nel proprio piccolo, chi nel proprio grande, hanno dato un suo contributo nella gestione di una situazione che non eravamo preparati ad affrontare. Ecco, forse l’unico punto che tengo a sottolineare, e che spero tutti abbiano compreso, è che, senza la Ricerca, ora non ci troveremmo in una situazione in cui, nonostante l’aumentato numero di contagi, la percentuale dei morti e dei pazienti ricoverati è nettamente calata rispetto ai due anni precedenti. Lo scenario che ci attenderà nei prossimi mesi dipenderà in gran parte da noi, per cui ricordiamo di non abbassare la guardia e di avere prudenza”.