Il tumore della figlia e i cicli di chemio, Ornella Auzino: “La sofferenza non è eterna. Sto imparando a coltivare la speranza”

L’imprenditrice napoletana racconta come la figlia stia affrontando con grande coraggio la malattia ed elogia i medici eroi del Santobono-Pusilipon

“Quando ti si ammala un figlio non solo devi imparare a sopravvivere al dolore ma devi acquisire tante competenze. La prima fra tutte è capire che cosa sta succedendo e le cure. La responsabilità di scegliere la giusta cura è qualcosa che ti attanaglia per tutte le giornate che verranno dalla notizia peggiore che tu possa ricevere. Così provi a capirne qualcosa e scopri un mondo. Le cure tradizionali che prevedono chemio e non solo. Le cure alternative come quella “di bella”. Le cure alimentari e di integrazione. Le cure spirituali. Le cure e tutte quelle che non conosco ancora. Ogni approccio alla malattia ha i suoi pro ed i suoi contro. Ogni terapia ha dietro dei business anche quelli delle cure sperimentali o altri, prendono soldi per fornirti informazioni. Tutti hanno la soluzione giusta. Tu da genitore ti senti sempre un po’ coglione e delle volte provi un grande senso di sconforto a leggere i commenti liberi di invasati sui social. La paura di sbagliare ti assale e provi a sedarla con piccoli mantra interiori che ti crei con il tempo. Impari poi a fare la mediatrice, a gestire il panico di tua figlia, a fare il clown, il motivatore, l’insegnante e chi più ne ha più ne metta. Non basta il dolore della malattia che colpisce tuo figlio, c’è anche altro intorno. In questi giorni di silenzio sono stata in ospedale anzi in due ospedali con Fede. Incontri la sofferenza di altri e l’abbraccio inaspettato di chi condivide con te magari pochi giorni in camera insieme. Ti trovi a gioire per piccole cose. Siamo tra mille peripezie riuscite a tornare a casa per Pasqua. Fede ha fatto la sesta chemio. Non è stata benissimo ed ha ovviamente i segni di questi mesi di malattia. Le forze a volte mancano e bisogna sostenere la tenuta mentale, anche di ragazze forti come mia figlia Fede. Sto imparando a coltivare la speranza di un miracolo e che tutto questo sia un brutto ricordo. Ecco sto imparando a credere che la sofferenza non è eterna ed a coltivare la speranza. Continuiamo a pregare in qualunque modo. La mia grande Fede ne ha bisogno e lo merita. Love you”.

Ornella Auzino, imprenditrice di professione (sviluppo e produzione di borse), racconta in una serie di post sui social cosa si prova quando ad una mamma dicono che la figlia ha un tumore. A quattro mesi dalla scoperta della malattia, individuata il 28 dicembre dopo una serie di controlli per dei dolori di difficile identificazione, spiega come al Santobono-Pusilipon abbia trovato dei medici fantastici, tanto da definirli supereroi, grazie al loro impegno nel fornire a sua figlia le migliori cure possibili, accompagnate da tanta umanità.

Il successo imprenditoriale 

L’azienda di Ornella Auzino rappresenta un’eccellenza dell’artigianato partenopeo, tra i suoi clienti anche celebri marchi di moda internazionale. Ha scelto di restare in città superando la crisi del settore tessile e il proliferare della contraffazione, divenendo una grande smascheratrice del falso. “Compra sempre borse originali è il suo motto”. Ora la vita pone lei e suo marito di fronte all’impegno maggiormente gravoso della loro esistenza davanti al quale stanno dimostrando di reagire con grande coraggio e forza d’animo.