Riforma del catasto: stangata in arrivo per Vomero, Posillipo e centro storico

Saranno riclassificati anche gli edifici che hanno usufruito del superbonus

La riforma del catasto voluta dal governo Draghi porterà importanti novità anche a Napoli, con una ridefinizione dei valori che determinano le imposte sugli immobili, dall’Imu alla tassa di successione.

Il punto è che gli attuali estimi catastali risalgono comunque alla fine degli anni ’80, e la finalità del Ministero dell’Economia è quella di arrivare ad una “più equa imposizione immobiliare”. I valori catastali delle case a Napoli, poi, sono particolarmente distanti dai loro corrispettivi di mercato: ci sono immobili di valore nel centro storico o al Vomero o a Posillipo con rendite catastali bassissime, molto più che – ad esempio – in corso Secondigliano o in viale Augusto a Fuorigrotta.
Ad influire su questi valori è, ad oggi, soprattutto il momento in cui un immobile è stato accatastato. Ad esempio gli edifici costruiti negli anni ’90 hanno valori catastali molto elevati.

In genere, quindi, gli edifici più recenti in cemento armato dovrebbero ritrovarsi sbalzi meno significativi in fatto di rendita, al contrario di quelli di zone più ricche o turistiche della città. E se la Confederazione imprese e professioni di Napoli stima ad esempio a Chiaia (per una casa di 110 mq) aumenti potenziali di Imu del 30%, addirittura Uil arriva a parlare di un 75% in più, e l’Unione Giovani Commercialisti del 100/150% in più.

I valori catastali andranno aggiornati anche al contesto attuale, tra quartieri peggiorati col tempo o svalutatisi e altri che hanno usufruito o stanno per usufruire di importanti opere infrastrutturali, come su tutte l’arrivo della Linea 1 della Metropolitana.

L’emersione delle “case fantasma” e la riclassificazione

Un altro obiettivo del governo, oltre l’equità fiscale, è l’emersione degli immobili “fantasma”, cioè mai iscritti al catasto e quindi abusivi. Avverrà attraverso rilievi aerei o con Google maps. A Napoli si stima possano essere decine e decine di migliaia, quasi certamente numeri da primato nel paese.

Vanno poi riclassificati – balzando in avanti in fatto di valore catastale – gli immobili che sono stati sottoposti ad opere di riqualificazione, come ad esempio quelli che hanno usufruito del superbonus.