Movimento migranti e rifugiati, la manifestazione: 4mila in corteo a Napoli

I manifestanti hanno attraversato il centro della città e partecipato, col Maschio Angioino sullo sfondo, alla preghiera del venerdì

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rano intorno ai 4mila, stamattina i migranti che sono scesi in piazza a Napoli. Un corteo, il loro, partito da piazza Garibaldi e conclusosi all’esterno della sede del Comune di Palazzo San Giacomo, in piazza Municipio.

Un serpentone pacifico e colorato, organizzato per rivendicare pace, giustizia sociale, e diritto ad un permesso di soggiorno per protezione speciale, il tutto in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”, che sarà replicata anche domani a Caserta.

È stato soprattutto per sollecitare al rilascio dei permessi di soggiorno che i partecipanti – molti dei quali rifugiati di guerra – hanno esposto cartelli. I manifestanti hanno attraversato il centro della città e partecipato, col Maschio Angioino sullo sfondo, alla preghiera del venerdì.

L’incontro con l’assessore Trapanese

All’arrivo all’esterno della sede della giunta municipale, l’assessore alle Politiche sociali Trapanese è intervenuto per ascoltare le istanze dei rifugiati. Trapanese si è proposto di essere promotore del dialogo con la questura e la prefettura, cercando di trovare nuove strategie e soprattutto di impiantare un tavolo operativo stabile. “Le diversità vanno accolte”, ha dichiarato, “Napoli ha tutte le potenzialità per essere città di accoglienza e inclusione, c’è bisogno di strutturare risposte concrete e migliorare ed ampliare i servizi per i diritti dei nostri fratelli rifugiati così come per gli altri cittadini, e la nuova amministrazione è già al lavoro su questo”.

Il commento dell’ex sindaco

Presente tra i manifestanti anche Luigi de Magistris, ex primo cittadino partenopeo. “In corteo e in piazza per i diritti delle persone, tutte, per il permesso di soggiorno e di emergenza, per l’accoglienza degli esseri umani che fuggono da guerre, fame, sete e cambiamenti climatici – sono state le sue parole – Per denunciare il razzismo dei governi che accolgono a seconda del colore della pelle e del luogo da cui si fugge”. “Si proteggono le persone e si garantiscono diritti tanto agli ucraini quanto agli africani – ha aggiunto de Magistris – tanto a chi ha la pelle chiara così come a quelli con la pelle scura. Apriamo porte e cuori alle vittime delle guerre imperialiste e delle politiche alimentari e ambientali di ricchi e padroni del pianeta”.
“Napoli – ha quindi concluso – a testa alta e con la Costituzione in mano, quando ero sindaco, non ubbidì all’ordine illegittimo del governo gialloverde di chiudere i porti che lasciammo aperti per accogliere le navi delle Ong che salvavano vite umane nel mar Mediterraneo. Governi complici di crimini, popoli ed istituzioni di prossimità per l’umanità al potere”.

L’appello

Movimento Migranti e Rifugiati Napoli, insieme ad altri gruppi (Ex Opg Occupato Je So’ Pazzo, Movimento Migranti e Rifugiati Caserta, Associazione YaBasta – Nova Koinè, Associazione SmallAxe, Centro Sociale “Ex Canapificio” Caserta, SAI – Comune di Scisciano) hanno promosso un appello in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

Ecco il testo.

“Venerdì 17 giugno a Napoli e sabato 18 a Caserta saremo in piazza per la Giornata Mondiale del Rifugiato: per la pace, la giustizia sociale e per richiedere che venga garantito un permesso di soggiorno per protezione speciale alle persone che scappano da tutti gli scenari di guerra o che si trovano sul territorio e non possono fare rientro nel proprio paese di origine.
La Giornata Mondiale del Rifugiato assume oggi un significato più ampio e profondo del solito: anzitutto, perché la guerra in Ucraina e la sua escalation ci consegnano lo scenario drammatico di nuova guerra mondiale, caratterizzata da un numero impressionante di profughi in fuga (oltre 6,6 milioni dall’inizio del conflitto); inoltre, perché la crisi pandemica ha portato ad un peggioramento generale delle condizioni materiali di vita delle persone.
I più colpiti in questo scenario sono stati i migranti, che hanno continuato a lavorare e contribuire a mandare avanti il Paese in pieno lockdown, che sono stati gli ultimi ad avere accesso al vaccino e che ora sono i primi a perdere lavoro e titolo di soggiorno.
I lunghissimi tempi di attesa degli uffici immigrazione, l’impossibilità di poter rinnovare i propri documenti (spesso per via di richieste illegittime da parte dei funzionari) e la condizione di irregolarità sul territorio, rappresentano la condizione perfetta per il ricatto e lo sfruttamento lavorativo, condizione che non può essere risolta con l’ennesima “Sanatoria truffa”, come avvenuto nel 2020, ma solo attraverso un intervento amministrativo urgente che permetta l’emersione dalla condizione di irregolarità e che ridia dignità e giustizia a chi vive e lavora sul territorio.
Alimentare la cultura della pace significa promuovere l’accoglienza e l’inclusione di chi si trova in difficoltà o in una condizione di fragilità e marginalità sociale. Oggi come oggi, un autentico passo in tale direzione sarebbe proprio l’effettivo riconoscimento del diritto di esistenza e di soggiorno per i migranti.
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato avanzeremo perciò alle Questure e Prefetture di Napoli e Caserta, alla Giunta Regionale campana e al Ministero dell’Interno proposte concrete per migliorare la vita sia di coloro che vivono questi territori da anni e sia di quelli che sono appena arrivati.  
Di fronte a uno scenario internazionale ancora aperto a drammatiche evoluzioni, alla crescente povertà, all’aumento dei licenziamenti, alla precarietà e al razzismo a cui sono esposte le persone migranti, è necessaria una risposta popolare e determinata.
Per costruire una mobilitazione unitaria di tutti quelli che, per ragioni materiali e per convinzione ideale, vogliono un Mondo di Pace, Solidarietà e Diritti (e intendiamo una mobilitazione significativa nei numeri ed efficace nei risultati), c’è bisogno dell’impegno di tutte e tutti”.