Addio a Sinisa Mihajlovic, uomo dal cuore d’oro

Sinisa Mihajlovic non ce l’ha fatta. Una morte “ingiusta e prematura” a soli 53 anni, secondo la famiglia che ne ha dato l’annuncio. E pochi momenti della vita di un giornalista sono più difficili di quando ricevi notizie come la dipartita di un campione o di un artista famoso. Intimamente speri sempre che il tuo capo non ti chiami, che il compito ingrato di descrivere in poche parole esistenze spesso straordinarie non capiti a te. Una cosa è certa: ricorderai per sempre dove eri e cosa stavi facendo. La notizia della morte di Lucio Battisti la lessi dalla telescrivente della Reuters al Cairo, quando facevo uno stage all’Al Ahram mentre di Johan Cruijff seppi direttamente dal capo della nostra redazione ad Amsterdam quando ero al newsdesk di un’agenzia internazionale a Londra. Stavolta, invece, la notizia mi è arrivata sul telefonino, poche parole che mi hanno fatto rabbrividire: “Sinisa sta molto male”. Ma come? Non ce l’aveva fatta a battere quella brutta bestia della leucemia? Era di nuovo in remissione, no? Pochi giorni fa era addirittura intervenuto a Roma, al Libraccio, dove si teneva la presentazione del libro di un altro slavo dal carattere forte, Zdenek Zeman, facendolo addirittura commuovere. Invece no, stavolta il guerriero non ce l’ha fatta, lasciando il mondo del pallone sgomento.

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