Superbonus e pensioni minime. Resto garantista ma è inaccettabile sostenere il Qatar e Marocco

L’ ex presidente del consiglio Berlusconi spiega come è alternativa alla sinistra. Il nostro partito rappresenta il centro liberale, garantista, europeista, occidentale». Queste sono le coordinate, poi c’è la navigazione dentro una realtà molto complicata: «Credo che il governo stia facendo il possibile, in condizioni molto difficili. L’economia italiana deve affrontare una nuova grave crisi legata ai prezzi dell’energia e delle materie prime, innescata dalle vicende del conflitto in Ucraina. Comprensibilmente il governo ha dedicato gran parte delle risorse disponibili a fronteggiare questa situazione». E poi c’è il Qatargate e il Cavaliere non rinuncia a toccare con una stoccata il partito delle mazzette, seduto sul lato sinistro dell’emiciclo, fra Bruxelles e Strasburgo: «Sponsorizzare un Paese come il Qatar che costringe i lavoratori a condizioni inaccettabili e che ha legami ambigui con l’Iran, è grave dal punto di vista morale e politico».
La realtà, riconosce l’ex premier, era segnata dall’emergenza delle bollette la strada è tracciata. Ma gli azzurri si ritagliano uno spazio di manovra su alcuni punti ritenuti irrinunciabili: «Abbiamo ottenuto – prosegue il Cavaliere davanti alle Camere – risultati importanti, come un primo aumento delle pensioni minime o a 600 euro per gli ultra settantacinquenni e la proroga del superbonus per l’edilizia al 31 dicembre la presentazione della Cilas».
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