Tregua fiscale dietro valida dichiarazione

Modifiche soft al pacchetto di norme in materia di tregua fiscale: gli emendamenti del governo al ddl bilancio 2023, presentati in commissione bilancio alla Camera, non prevedono ravvedimento speciale in caso di omessa presentazione della dichiarazione originaria ed aggiustamenti alle discipline su rottamazione e liti pendenti. Di fatto, dunque, il set di disposizioni finalizzate al recupero di gettito mediante adempimento spontaneo seppur successivo, appare ormai elemento acquisito all’interno della manovra. Con tutte le conseguenze che ciò comporta in termini di immediata valutazione da effettuare entro la fine dell’anno. La modifica tecnica di maggiore spessore appare quella legata alla misura di ravvedimento speciale contenuta nell’attuale articolo 40 del ddl. L’intervento è finalizzato a chiarire come l’accesso alla sanatoria che comporta il pagamento delle imposte con sanzioni ridotte ad un diciottesimo del minimo ed in assenza di cause ostative entro la data del 31 marzo 2023, è consentito nel caso di dichiarazione validamente presentata. Con la conseguenza, ovvia, che nel caso di omissione dell’adempimento la sanatoria risulterà al momento preclusa. Resta da capire se, nell’ambito della sanatoria di specie, operino o meno alcune norme che, in linea di principio, intervengono in modo automatico nel momento in cui il contribuente integra le dichiarazioni originariamente presentate. Sia nel caso in cui l’integrazione sia a favore dell’amministrazione finanziaria che nell’ipotesi in cui l’integrazione sia a favore del contribuente. Va ricordato, infatti, che nelle ipotesi descritte il termine di accertamento relativo alla integrazione è posticipato per un periodo corrispondente a quello decorso tra la dichiarazione originaria e l’integrazione. Si deve ritenere che, trattandosi di ravvedimento (seppur speciale e non legato in modo stringente ad alcuni degli assunti derivanti dall’applicazione di quanto previsto dall’art. 13 del dlgs 472 del 1997), detta indicazione resti ferma. In linea di principio, infatti, si è comunque in presenza di una integrazione delle dichiarazioni seppure con una determinazione delle sanzioni da regolarizzazione che divergono dalla quantificazione che ne verrebbe fatta con il ravvedimento “ordinario” di cui all’art.13 D.lgs. n. 472/1997.

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