Piombino: Il rigassificatore torna in alto mare

Piombino è da anni terra di contestazioni per questioni ambientali. E adesso ci voleva pure questa. Il Tar del Lazio deciderà nelle prossime ore (o giorni) sul ricorso con il quale il Comune di Piombino contesta l’ordinanza commissariale che ha portato al rilascio dell’autorizzazione da parte della Regione Toscana, per la realizzazione di un rigassificatore dentro il porto tramite l’ormeggio della nave Golar Tundra. Nel ricorso il Comune di Piombino, retto dal primo sindaco di area centrodestra della storia della città, l’avvocato Francesco Ferrari, che ha chiesto anche la sospensiva dell’autorizzazione, sostiene la «manifesta inidoneità» della Golar Tundra, «dal punto di vista strutturale, ad operare in sicurezza nel porto» e la necessità di un dragaggio del fondale dello specchio d’acqua antistante per centinaia di migliaia di metri cubi che rende «semplicemente impossibile» l’ipotesi di messa in funzione del rigassificatore nel marzo 2023 come sostenuto dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, «pena l’inoperatività della banchina nord». Secondo i tecnici del Comune di Piombino la nave, essendo dotata di serbatoi per il gas naturale liquido «a membrana», non adatti alla navigazione quando si trovano in condizioni di parziale riempimento, non è in grado di rispettare la principale condizione che è stata posta dalla capitaneria, e cioè di disancorare in caso di necessità, allontanandosi dall’area del porto. Una criticità questa, scrivono, che «mette a rischio l’intera città di Piombino».

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