Qatar, il vero obiettivo dell’inchiesta e tutte le cose che non tornano

La vicenda del Qatargate occupa le prime pagine dei giornali da ormai diversi giorni. L’episodio è stato interpretato come assai grave. Secondo molti commentatori, esso ha gettato discredito sia sulle formazioni politiche del centrosinistra, sia sulle stesse istituzioni europee, minando la loro credibilità. Che la vicenda abbia peggiorato l’opinione dei cittadini del nostro paese (ma probabilmente anche di altri) nei confronti delle forze “progressiste” è fuori di dubbio.Un tempo queste ultime avevano assunto l’emblema del “Partito degli onesti”, vantando in ciò una pretesa differenza – quasi antropologica – rispetto agli esponenti delle forze di centrodestra,nella stessa ricerca, emerge come una quota significativa di elettori ritenga che “la politica sia tutta marcia ma i Dem lo siano più degli altri”. Anche i dati Swg, pubblicati successivamente, evidenziano un ennesimo calo di consensi (virtuali) dei Dem. A livello internazionale, quanto è accaduto ha già portato a una minore fiducia dichiarata per l’Unione europea, ma, in particolare, per il nostro paese.Resta il fatto che quanto è accaduto fa male all’Italia ed ai paesi che al nord dell’Europa chiamano ironicamente il “club Med”.Eva Kaili è stata nominata vicepresidente del Parlamento Europeo solo nel Gennaio 22 e non ha mai assunto un ruolo significativo nel Parlamento europeo.Inoltre, non è molto chiaro quale significativa influenza abbiano avuto Panzeri e gli altri indagati sulle decisioni del Parlamento: tutto questo intrigo solo per ottenere qualche dichiarazione compiacente nei confronti del Marocco o del Qatar? Va ricordato che la decisione di assegnare il campionato di calcio al Qatar è di molto tempo fa e va ricondotto all’epoca della presidenza Sarkozy in Francia. Forse, l’emergere proprio oggi dello scandalo potrebbe in realtà essere indirizzato soprattutto a gettare discredito sull’UE da parte di chi ha assunto una posizione e un atteggiamento di ostilità nei confronti delle istituzioni europee, in un momento particolarmente delicato per queste. l’UE sta infatti attraversando un periodo di relativa difficoltà, minata dai numerosi dissidi interni sulle relazioni con la Russia e, specialmente, sulla politica energetica e la gestione dell’emergenza sulle forniture di energia. Con uno dei paesi protagonisti, la Germania, che assume posizioni non sempre nette e costruttive per la coesione degli stati membri. Sabino Cassese ha ribadito come proprio quanto à accaduto mostri che “Il Parlamento Europeo conta molto più di quanto si creda” e che, al tempo stesso, negli ultimi giorni, il PE ha saputo “reagire e decidere sollecitamente”.
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