Nuove nomine,il Governo ragiona sullo spoils system: via i signor no

Parte il Spoils system delle nomine pubbliche,a dare il via che riguarderà una settantina di poltrone è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, tra i fondatori di FdI. Senza mezzi termini, in un’intervista il ministro Crosetto ha parlato della necessità di un «cambio in profondità» della macchina burocratica, a partire dai ministeri, per mandare via chi finora ha detto solo no o ha dimostrato di «perdere tempo».Nessun nome e nessun riferimento esplicito ma tra meno di un mese, ad essere precisi il 24 gennaio, scadono i 90 giorni dello spoils system, la pratica politica secondo la quale il vincitore delle elezioni ha il diritto di nominare funzionari di propria fiducia a capo degli uffici dell’amministrazione pubblica.I cda di Enel, Eni e Leonardo sono tutti in scadenza la prossima primavera. Sul piatto ci sono i rinnovi, o le sostituzioni, di Francesco Starace, ad della società elettrica scelto a suo tempo da Matteo Renzi e già oggi al suo terzo mandato, di Claudio Descalzi, anche lui numero uno del cane a sei zampe dal 2014, e di Alessandro Profumo, la cui nomina alla guida di Piazza Monte Grappa risale invece al 2017. Le voci delle ultime settimane scommettono su una sostituzione interna, probabilmente con Roberto Cingolani, ma non è esclusa, considerando anche i buoni rapporti tra i due, una staffetta che veda l’ex ministro ad e il manager presidente. Profumo ha del resto portato a casa risultati importanti, mettendo a posto i conti, dando una prospettiva al gruppo e garantendo un vero e proprio boom del titolo in Borsa.Movimenti sono attesi peraltro a breve nelle Agenzie fiscali: Marcello Minenna, capo delle Dogane vicino al Movimento 5 Stelle, sembra in bilico, così come Alessandra Del Verme, numero uno del Demanio. Più stabile invece la posizione di Ernesto Maria Ruffini alla guida dall’Agenzia delle Entrate. L’avvocato scelto prima da Renzi come ad di Equitalia e poi da Gentiloni alla guida della stessa Agenzia, potrebbe non essere soggetto ad alcuna ghigliottina.C’è infine il capitolo Rai è quello di riequilibrare verso il centrodestra l’assetto della tv pubblica puntando su Giampaolo Rossi come successore di Fuortes o direttore generale.

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