Da Salvini ad Abodi: “Quelli non sono tifosi”. E Piantedosi promette misure più restrittive

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che da prefetto ha adottato vari provvedimenti prescrittivi per vietare le trasferte delle tifoserie ritenute a rischio, scene che non hanno nulla a che fare con il calcio e con lo sport e che riportano alla memoria la tragedia di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio diretto a San Siro ucciso nel 2007 nella stessa area di servizio nei pressi di Arezzo da un poliziotto che cercava di disperdere gli scontri tra tifosi juventini e laziali. Lanci di sassi, bottiglie e lacrimogeni. Bastoni, cinghie e aste di bandiere usate per colpire gli avversari nel corso di una maxi-rissa che ha paralizzato il traffico dell’A1 per ore. Ad un certo punto è saltato fuori anche un coltello e solo per caso non stiamo raccontando una nuova tragedia come quella di Sandri. Comportamenti inaccettabili per Matteo Salvini. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti pretende il pugno di ferro contro i responsabili. Affinché episodi del genere non si ripetano più. «Questi non sono tifosi. Autostrada chiusa e viaggiatori italiani bloccati? Paghino tutti i danni di tasca loro e mai più allo stadio»

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