Eurostangata sulla casa, nel mirino c’è la proprietà

La direttiva sull’efficientamento energetico degli immobili che si appresta ad approvare la commissione Energia del Parlamento europeo, sta suscitando numerose critiche per una misura che rischia di rivelarsi una stangata per i cittadini, in particolare italiani. Oltre ai rischi già emersi di adeguare entro il 2030 tutti gli immobili residenziali a una classe energetica E per poi raggiungere la D entro il 2033 e arrivare a emissioni zero tra il 2040 e il 2050, ci sono nuovi elementi che Il Giornale ha scoperto visionando la «Direttiva del Parlamento europeo e del consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia».Un passaggio anche in questo caso corretto ma da Bruxelles si sono dimenticati di dire che gli aumenti delle bollette sono stati determinati proprio dalle politiche energetiche errate dell’Ue e, per porvi rimedio, ora dovrebbero essere i cittadini a pagare (ancora una volta) di tasca propria. Si obietterà che l’Ue prevede incentivi e sgravi fiscali per le ristrutturazioni ma in prevalenza sotto forma di prestiti o mutui: «Per sostenere la mobilitazione degli investimenti, gli Stati membri promuovono l’introduzione di strumenti d’investimento e di finanziamento abilitanti, quali prestiti per l’efficienza energetica e mutui ipotecari per la ristrutturazione degli edifici…». Sorge il dubbio che il patrimonio immobiliare degli italiani dia fastidio e ogni misura orientata a metterlo in discussione o intaccarlo, viene accolta con favore da certi ambienti a Bruxelles animati dal furore ideologico green.

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