Coronavirus, «fase 2»: le regole dopo il 3 maggio. Nei negozi di 40 metri quadri entra un cliente alla volta

I 20 giorni che mancano alla fase 2

Tre strutture che lavorano in coordinamento, venti giorni di tempo, un unico obiettivo: far ripartire le attività senza far nuovamente impennare il numero dei contagi da coronavirus.

È l’obiettivo dichiarato dal governo in vista del 4 maggio 2020, quando comincerà la «fase 2». La ripresa sarà «graduale», dipenderà dalla curva epidemica, dunque dall’andamento dell’R0, e potrebbe essere diversificata tra le Regioni. «Prometto che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza», si è impegnato il premier Giuseppe Conte. Ma il nuovo comitato diretto da Vittorio Colao, gli scienziati e i tecnici di Palazzo Chigi — i tre organismi incaricati di pianificare la ripresa — lavorano comunque a una pianificazione che dovrà essere attuata nei prossimi venti giorni. Il nuovo gruppo di lavoro che dovrà «individuare modelli organizzativi e relazionali» è già attivo, alcune linee guida sono state comunque già decise e inserite nel decreto che entra in vigore martedì 14 aprile. E avranno valore quando altri imprenditori, commercianti e professionisti potranno ricominciare l’attività. Sempre con la stessa raccomandazione: evitate baci e abbracci e mantenete la distanza tra le persone di almeno un metro.

Ilaria Capua: «Le stime sul coronavirus? Tutte sbagliate. Ecco che cosa ci aspetta»

Che cosa ci aspetta? Ma l’estate aiuterà a ridurre il contagio? E in autunno ci sarà una seconda ondata? Quante volte lo sento chiedere, percepisco lo smarrimento e vorrei avere più certezze per voi. Ma io sapevo che una pandemia sarebbe prima o poi arrivata e che una pandemia ci avrebbe trattato come degli animali. Un morbo che falcia soprattutto i più deboli e ci sorprende ogni giorno quando ci ricorda che la nostra esistenza è ancorata sulla terra ed alle sue leggi naturali. Ci lascia sgomenti.

I tempi della scienze

Noi questo virus lo conosciamo da poco, in Italia da metà febbraio quindi sì e no da due mesi. Sono tante, tantissime le cose che non sappiamo e su cui molti si interrogano e purtroppo la scienza ha tempi lunghi, lunghissimi per arrivare alle sue certezze relative. Un mare di incertezza ci avvolge e ci disorienta. Non sappiamo neanche quanto l’infezione abbia circolato e si sia diffusa in Italia perché i campionamenti non sono rappresentativi e le procedure non armonizzate. Quindi ogni stima è soltanto una stima e come tale intrinsecamente sbagliata — bisogna solo capire di quanto. 

Il ripopolamento

Ma c’è qualcosa che sappiamo. Sappiamo che il distanziamento fisico e le misure di igiene personale e pubblica aiutano ad appiattire la curva quindi a ridurre la velocità del contagio. Ma una curva più piatta non significa blocco della diffusione virale, significa riduzione della circolazione virale. Quindi è chiaro che il virus continuerà a circolare in maniera «visibile» — ovvero provocando i casi clinici fino a quando non si stabilirà l’immunità di gregge, naturale o da vaccinazione. Sappiamo che le persone anziane e con altre comorbidità sono più a rischio di sviluppare una forma grave e morire. Sappiamo anche che nella stragrande maggior parte dei bambini il passaggio virale è asintomatico e che si ammalano solo i bimbi con altre comorbidità. Non sappiamo ancora se le donne hanno realmente un rischio inferiore ai coetanei maschi di sviluppare una forma grave della malattia. Da alcuni dati sembrerebbe eclatante da altri meno, ma io mi azzardo a dire che le donne hanno probabilmente un rischio uguale o inferiore di morire o di sviluppare una malattia grave rispetto agli uomini. Quindi il ripopolamento basato almeno sulla parità di genere avrebbe senso. Sappiamo che ci sono diversi farmaci e protocolli terapeutici innovativi che ci permettono di affinare la cura, ma non credo proprio che si arriverà in tempi brevi a una commercializzazione nelle farmacie ma piuttosto verranno usati per i pazienti ricoverati.

La riflessione 

Eppoi, la panacea, il vaccino che di certo non sarà disponibile almeno fino alla fine dell’anno. Non sappiamo né quanto ce ne sarà né se poi gli italiani lo utilizzeranno, visti i precedenti. Incertezza sull’incertezza.

Cosa ci aspetta?

Insomma, cosa ci aspetta? Ci aspetta una riflessione personale, di famiglia e di team di lavoro o di gruppo di svago. Ormai qui non è questione di goccioline o mascherine. È questione di adattare quello che sappiamo sulla prevenzione del Covid-19 alla nostra vita quotidiana per evitare di finire in ospedale noi stessi e fare in modo che non ci finiscano i nostri cari. Perché l’obiettivo prioritario del Paese deve essere quello di far tornare gli ospedali a regimi gestibili, e di recuperare l’arretrato. Non possiamo permetterci un’altra catastrofe con le bare nelle palestre e i morti che non si riescono più a contare. Per forza di cose dovremo ripensare ai nostri regimi organizzativi ed intrattenitivi. Arriveranno grandi cambiamenti sul fronte lavoro che dobbiamo essere pronti ad accogliere con una mentalità nuova, diversa. Il vuoto delle strade e delle piazze che ci separa dalle nostre abitudini del passato fiorirà di nuove sfide e opportunità che dovremo cogliere nella assoluta certezza che saremo noi che dovremo adattarci al coronavirus e non il contrario.

Contro il Covid-19 strategia globale in tre punti, la proposta di Bill Gates

Una strategia globale in tre punti contro il coronavirus: è la proposta di Bill Gates. ​”Anche se le nazioni ricche riusciranno a rallentare il propagarsi della malattia nei prossimi mesi, il Covid-19 potrebbe tornare nuovamente a colpire, se la pandemia dovesse diffondersi in altre zone del mondo”, scrive Gates in un intervento sul ‘Corriere della Sera’.

Coronavirus:3148 positivi e 216 deceduti

Guarite 167 persone. Complessivamente eseguiti 25.779 tamponi

NAPOLI, 7 APR – Secondo i dati raccolti fino alla scorsa mezzanotte in Campania su 25.779 tamponi eseguiti ammonta a 3.148 il totale dei positivi. I deceduti sono stati 216 mentre il totale dei guariti e a quota 167 (di cui 90 totalmente guariti e 77 clinicamente guariti). Lo rende noto l’ Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologia da COVID-2019.
    Questo il riparto provincia per provincia: a Napoli 1.643 casi (709 in città e 934 in provincia); Salerno 468 casi; Avellino 375 casi; Caserta 331; Benevento 111 casi. Altri in fase di verifica Asl: 220.

A causa del covid perde lavoro e casa

46enne con moglie e bimbo minaccia suicidio nel Napoletano

NAPOLI, 7 APR – Sfrattato dopo avere perso il lavoro a causa del coronavirus: è accaduto ad Afragola, popolosa città in provincia di Napoli, dove un 46enne sposato e con un figlio, è stato messo in strada dopo avere chiesto al proprietario dell’appartamento dove viveva di procrastinare la pigione di qualche mese. “Sono disperato, – dice in lacrime l’uomo – a causa di questo virus non ho piu’ entrate e le mie proprietarie mi hanno detto che devo lasciare casa. Ho una moglie e un bambino di 9 anni, non saprei nemmeno come affrontare lo sfratto. Adesso finiremo sotto i ponti, – aggiunge affranto – e io questo non lo voglio.
    Non sono un fallito e neppure un farabutto, ma queste persone mi hanno trattato come se lo fossi, sono disperato, ho pensato anche al suicidio”. Per aiutare il 46enne sono intervenuti alcuni suoi concittadini i quali hanno cercato invano di convincere le donne a fare un passo indietro. Tutto inutile: deve lasciare casa.

Sorelle morte in casa, ipotesi suicidio

In un piccolo comune dell’Avellinese, sul posto i carabinieri

AVELLINO, 7 APR – Due sorelle di 53 e 57 anni, Lucia e Cecilia Mazza, sono state trovate senza vita all’interno della loro abitazione a Salza Irpina, piccolo centro a pochi chilometri da Avellino. Secondo notizie non confermate ancora ufficialmente si sarebbero suicidate. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Avellino.

A Napoli nave Costa, equipaggio a casa

780 dipendenti, controlli covid19. Domani previsto sbarco

NAPOLI, 7 APR – E’ sbarcata alle 9.12 la Costa Mediterranea, nave da crociera della compagnia italiana che a bordo non ha turisti ma 780 persone di equipaggio. Dopo lo stop per la pandemia è stato scelto il porto di Napoli come attracco in Europa per far tornare a casa una parte dei membri dell’equipaggio. A bordo sono saliti i medici della sanità campana e dell’Usmaf (Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) che stanno controllando la temperatura e facendo i test rapidi per il coronavirus a tutti i presenti a bordo. Lo sbarco domani coinvolgerà la parte dell’equipaggio che può raggiungere via terra da Napoli il luogo di residenza a bordo di bus organizzati da Costa Crociere. All’attracco presenti anche il presidente dell’Autorità Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito e l’ammiraglio Pietro Vella, direttore Capitaneria di Porto di Napoli. La nave era impegnata in rotte turistiche tra le Mauritius, le Seychelles e il Madagascar, in crociere di due settimane, che si sono fermate il 13 marzo.

Coronavirus:3148 positivi e 216 deceduti

Guarite 167 persone. Complessivamente eseguiti 25.779 tamponi

NAPOLI, 7 APR – Secondo i dati raccolti fino alla scorsa mezzanotte in Campania su 25.779 tamponi eseguiti ammonta a 3.148 il totale dei positivi. I deceduti sono stati 216 mentre il totale dei guariti e a quota 167 (di cui 90 totalmente guariti e 77 clinicamente guariti). Lo rende noto l’ Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologia da COVID-2019.
    Questo il riparto provincia per provincia: a Napoli 1.643 casi (709 in città e 934 in provincia); Salerno 468 casi; Avellino 375 casi; Caserta 331; Benevento 111 casi. Altri in fase di verifica Asl: 220.

Sorelle morte in casa, ipotesi suicidio

In un piccolo comune dell’Avellinese, sul posto i carabinieri

AVELLINO, 7 APR – Due sorelle di 53 e 57 anni, Lucia e Cecilia Mazza, sono state trovate senza vita all’interno della loro abitazione a Salza Irpina, piccolo centro a pochi chilometri da Avellino. Secondo notizie non confermate ancora ufficialmente si sarebbero suicidate. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Avellino.

Scossa di magnitudo 2.9 nel Napoletano

Paura in comuni di Pozzuoli, Quarto e Bacoli

NAPOLI, 08 APR – Un terremoto di magnitudo 2.9 è stato registrato dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Napoli.
    I comuni più vicini al sisma, avvenuto alle ore 2:50, dove alcuni cittadini hanno avvertito la scossa sono stati Pozzuoli, Quarto e Bacoli.