Coronavirus: 6 tamponi positivi

Se confermati all’ISS i casi salirebbero a 28

NAPOLI, 2 MAR – Sei tamponi sono risultati positivi in Campania per i quali, come per tutti gli altri finora positivi, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Ne da’ notizia la task force della Protezione civile della Regione riferendo che nella giornata di oggi sono stati esaminati in laboratorio, nel centro di riferimento dell’ospedale Cotugno, 80 tamponi. Se i 6 tamponi dovessero risultare positivi anche alle ulteriori analisi in casi in Campania salirebbero a 28.

Campania,per la Lombardia 20 posti letto

De Luca, atto doveroso di solidarietà e responsabilità nazionale

NAPOLI, 2 MAR – La Campania, rispondendo alla sollecitazione del ministero della Salute, “metterà a disposizione come atto di solidarietà 20 posti letto di terapia intensiva ordinaria al fine di decongestionare gli ospedali lombardi. Inoltre si mette a disposizione una struttura residenziale per i familiari eventualmente impegnati ad accompagnare i pazienti”. Lo rende noto la Regione Campania: “Consideriamo questo un atto doveroso di solidarietà e responsabilità nazionale”, spiega il presidente Vincenzo De Luca.
    Oggi si è svolto un incontro, convocato da De Luca, con i responsabili della sanità campana, nel corso del quale è stata verificata la disponibilità di posti letto nei reparti di terapia intensiva ordinaria “al netto delle esigenze di cura dei pazienti campani e tenendo conto ovviamente che occorre bisogna sempre valutare la possibile evoluzione del problema coronavirus”.

Rapina Napoli, omicidio volontario per il carabiniere

15enne ucciso era reduce da altro colpo, aveva Rolex in tasca

La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio volontario, il carabiniere di 23 anni che la notte tra sabato e domenica a Napoli, ha sparato contro un 15enne armato di una pistola (risultata una replica di quelle vere priva del tappo rosso) con la quale stava tentando di rapinargli l’orologio. Il 15enne, colpito due volte dall’arma del militare, è deceduto per le gravi ferite riportate. La vittima era con un 17enne che è stato fermato dai carabinieri con un’accusa di tentata rapina formulata dalla Procura per i Minorenni. In ospedale, nelle tasche del 15enne morto, i sanitari hanno trovato un Rolex e una catenina, con ogni evidenza bottino di una rapina compiuta prima dell’aggressione al militare e alla ragazza che era in sua compagnia, anche lei ascoltata dai pm. Dell’attività investigativa che riguarda la morte di Ugo Russo, e su quanto accaduto dopo, si stanno occupando due procure: quella dei Minorenni, coordinata dal procuratore Maria de Luzenberger, con il pm Cerullo, si sta concentrando sulla posizione del complice 17enne della vittima (accusato di tentata rapina).

Poi c’è quella che mira a fare luce sui comportamenti del carabiniere, coordinata dal procuratore Giovanni Melillo, con il pm Simone De Roxas e l’aggiunto Rosa Volpe, che riguarda invece l’uccisione del 15enne, la successiva devastazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale Vecchio Pellegrini, a opera di un folto gruppo di facinorosi, e gli spari, quattro, contro la caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei carabinieri di Napoli, avvenuti alle 4 del mattino di domenica. In merito al blitz nel Pronto Soccorso, gli inquirenti indagano ipotizzando il reato di devastazione. Sarebbero disponibili immagini riprese da alcune telecamere in cui si nota il gruppo entrare nella struttura ospedaliera che si trova nel cuore di Napoli. Mancherebbero invece quelle della devastazione, in quanto nei locali del pronto soccorso non sarebbe stato ancora installato il sistema di videosorveglianza. Gli investigatori, comunque, ascolteranno le persone che erano presenti (medici, infermieri, pazienti e familiari) per cercare di ricostruire l’accaduto. Per l’attentato alla caserma Pastrengo, invece, il fascicolo è stato aperto ipotizzando i reati di spari in luogo pubblico, e di porto e detenzione di arma da fuoco. In azione sarebbero entrate un paio di persone in sella a uno scooter che giunte davanti alla caserma hanno sparato quattro volte contro l’edificio. Sono state riprese dalle telecamere ma indossavano il casco.

Allerta meteo in Campania

Piogge e temporali. Forti raffiche di vento

NAPOLI, 2 MAR – La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo di colore Giallo valevole a partire dalle 18 di oggi e fino alle 14 di domani sul tutto il territorio regionale. Si prevedono “Precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, localmente intensi”. La perturbazione insisterà inizialmente sui settori centro settentrionali (zone 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana, 2: Alto Volturno e Matese, 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana,4: Alta Irpinia e Sannio) dove i fenomeni saranno in graduale attenuazione già nel corso della mattinata di domani. Sui settori meridionali della regione i fenomeni inizieranno dalla tarda serata odierna. L’allerta meteo è Gialla su tutto il territorio per rischio idrogeologico localizzato. Il quadro meteo sarà associato anche a locali forti raffiche di vento su tutta la regione.
   

Rapina Napoli: solidarietà in ospedale

Cittadini manifestano dopo devastazione pronto soccorso

NAPOLI, 02 MAR – Striscioni di solidarietà per il personale del pronto soccorso dell’ospedale vecchio Pellegrini, a Napoli. Negli spazi del nosocomio, il cui pronto soccorso è stato distrutto nella notte di sabato dai parenti del sedicenne morto in seguito a un tentativo di rapina a un carabiniere, sono stati esposti striscioni di solidarietà.
    “Giù le mani. Il personale del pronto soccorso non si tocca”, recita lo striscione sulle scale. E ancora, proprio nell’ingresso del pronto soccorso: “Più sicurezza meno parole” e “Basta la violenza al pronto soccorso”. In mattinata il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, con un po’ di cittadini, ha organizzato un flash mob a sostegno del personale dell’ospedale. I partecipanti al flash mob avevano cartelli con le scritte: “Chi devasta un ospedale devasta la salute di tutti i cittadini” e “Rispetto e solidarietà per gli operatori”.

Tampone su turista, ospedale isolato

Accertamenti per una cittadina spagnola proveniente da Milano

SORRENTO (NAPOLI), 1 MAR – Allerta a Sorrento nell’ospedale di Santa Maria della Misericordia in attesa dei risultati di un tampone per il coronavirus a cui è stata sottoposta una turista spagnola. La donna, proveniente da Milano e con alcune linee di febbre, si è recata nel nosocomio per chiedere accertamenti nel timore di aver contratto il coronavirus. Nel frattempo l’ospedale ha sospeso i ricoveri in attesa dell’esito del tampone inviato al Cotugno di Napoli, ospedale specializzato per le malattie infettive. Al momento l’ospedale è isolato: nessuno può entrare o uscire, a meno che non sia adeguatamente protetto.
   

Tenta rapina, ucciso 16enne a Napoli. Pronto soccorso devastato dai parenti, raid contro Comando carabinieri

Il militare era in abiti civili. Parenti devastano il Pronto soccorso

 Un ragazzo di 16 anni, Ugo Russo, è morto la notte scorsa a Napoli dopo un tentativo di rapina a un carabiniere in abiti civili, che ha reagito sparando. Il militare, di 23 anni, era a bordo della propria auto con una ragazza quando è stato minacciato dal ragazzo, che aveva una pistola e il volto coperto con scaldacollo e casco. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri nella zona di Santa Lucia, in Via Generale Orsini.  

   Il sedicenne, arrivato con uno scooter insieme con un complice di 17 anni, ha tentato di rapinare l’orologio al militare. I due ragazzi provengono entrambi dai Quartieri Spagnoli.
Il carabiniere, in servizio in provincia di Bologna, con la minaccia dell’arma puntatagli alla tempia, dopo essersi qualificato, sottolinea il Comando provinciale, ha sparato tre colpi con la pistola d’ordinanza, ferendo il ragazzo, deceduto poco dopo in ospedale. Le indagini sono in corso, coordinate dalla Procura, con il pm intervenuto sul posto, e affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale.

   La pistola del sedicenne era una ‘replica’ di una pistola vera, in metallo e del tutto simile a quella in uso alle forze dell’ordine, fanno sapere i carabinieri. Le stesse fonti rilevano che era uguale al modello Beretta 92. Le indagini sono condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale dei carabinieri.

 All’alba il Pronto soccorso è stato devastato, fa sapere la Asl, dalla rabbia dei parenti del sedicenne. Il servizio è stato sospeso e i pazienti sono stati trasferiti nei reparti e in altri ospedali. Inoltre quattro colpi di pistola sono stati sparati ad altezza d’uomo la notte scorsa contro la sede del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, vicino al passo carraio, da due persone a bordo di uno scooter mentre si trovava nella caserma il 17enne complice del tentativo di rapina ai danni del carabiniere. Lo si apprende da fonti investigative le quali evidenziano che le ipotesi del gesto (ma le indagini sono in corso) sono due: o una minaccia contro i militari o un avvertimento diretto ai familiari del complice 17enne – diverse donne si trovavano nella notte davanti all’ingresso pedonale del Comando – ritenuto responsabile di aver consentito che fosse il più giovane a compiere il tentativo di rapina.

 Il 17enne è stato ascoltato per diverse ore dai carabinieri nella sede del Comando provinciale oggetto del raid. Il carabiniere, si ipotizza, potrebbe essere indagato per omicidio; un atto dovuto, si afferma in ambienti investigativi, mentre per il 17enne, presunto complice, ci sono gli elementi per valutare l’ipotesi di tentativo di rapina.

   “Quando muore un ragazzo è sempre un dramma, ma nessuno può attaccare un Carabiniere che, aggredito, ha reagito per difendere la sua vita e la sua fidanzata. Solidarietà a medici e infermieri del pronto soccorso”, dice Matteo Salvini.

“Non doveva ucciderlo, era già ferito, l’avrebbero arrestato. Adesso vogliamo giustizia”: così, parlando con l’ANSA, la nonna, Patrizia, e due zie, Luciana e Raffaella, del ragazzo ucciso. Secondo i parenti Ugo sarebbe stato prima colpito da un proiettile al braccio e poi al torace ed al capo. Il ragazzo aveva lavorato come muratore fino ad un mese fa.

Coronavirus: Gattuso, partite rinviate? non è corretto

Con rispetto, ma se si decide porte chiuse, poi si deve giocare

29 FEB – “Con tutto il rispetto per ciò che sta accadendo in tutto il mondo e per le persone che sono morte, se si prende la decisione di giocare a porte chiuse poi si devono fare giocare tutte le partite. Ho letto che le gare rinviate si giocheranno il 13 maggio e non è corretto, penso che bisogna farle giocare subito, trovino della date, o si gioca tutti a porte chiuse o si rinvia, altrimenti non è corretto”.
    Così Rino Gattuso, dai microfoni di Sky, sulla decisione di non far disputare alcune partite delal 26/a giornata, per l’emergenza Coronavirus.
    “Giocare ora e tra due mesi ha una valenza diversa anche se sappiamo che la priorità è la salute perché è successo qualcosa di grave in tutto il mondo – dice ancora l’allenatore del Napoli -, ma se devo esprimere la mia opinione ripeto che non è corretto. Farle giocare adesso o fra due mesi non è la stessa cosa. Giocare il 13 maggio ha una valenza totalmente diversa da come sarebbe stato domani”. “Il calcio è un’azienda – conclude Gattuso – e bisogna fare le cose con criterio”.

La nonna di Ugo,voleva lavorare a Londra

La famiglia: gli ha sparato quando era già ferito

– NAPOLI, 1 MAR – In un terraneo ai Quartieri Spagnoli, la nonna e le zie di Ugo raccontano all’ ANSA la loro versione sulla morte di Ugo. “Mio nipote – dice la nonna, Patrizia – dormiva qui da me molto spesso” e mostra un divano-letto alle sue spalle. “Era iscritto al primo anno dell’ Istituto Serra, ma non frequentava molto. Voleva lavorare, ed aveva fatto prima il fruttivendolo e poi, fino a un mese fa, il muratore”. Racconta la zia Raffaella: “Se gli dicevano qualcosa diventava rosso. Non si drogava, era contrario”. Disoccupato, dopo lavori precari, Ugo sarebbe stato “tirato in un brutto giro”, ma non era un delinquente”. “Voleva andare a fare il pizzaiolo a Londra voleva andarsene. Qui non c’ è lavoro”, dice la nonna. “Da due-tre giorni, Ugo stava tornando a casa tardi. E io gli dicevo ‘stai attento ai compagni, tu ci farai piangere…’. Ma era ferito ad un braccio, il Carabiniere non doveva spararargli ancora. Adesso vogliamo giustizia”.

Coronavirus: altri 4 tamponi positivi

Se confermati dall’Iss salirebbero a 17 i casi in regione

NAPOLI, 29 FEB – Altri 4 tamponi sono risultati positivi in Campania e, come per tutti gli altri finora positivi, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo rende noto la task force della Protezione civile della Regione. Se fosse confermata la positività alle ulteriori analisi sarebbero 17 i casi.
    Oggi sono stati esaminati in laboratorio, nel centro di riferimento dell’ospedale Cotugno, sessanta tamponi.