Ferito dopo aver fatto esplodere botti, muore in ospedale

A Capodanno la deflagrazione provocò onda d’urto di 30 metri

CASERTA, 08 GEN – E’ morto all’ospedale di Caserta, dove era ricoverato dalla notte di Capodanno, il 25enne Domenico Di Giacomo, rimasto ferito in seguito all’esplosione di numerosi botti assemblati in un unico grande ordigno. La forte deflagrazione, che provocò un’onda d’urto di trenta metri, avvenne circa tre quarti d’ora dopo la mezzanotte e fu avvertita in tutta la città di Caserta. Teatro dell’esplosione fu il cortile interno di Parco Primavera, rione popolare della frazione di Tuoro dove il giovane viveva con la famiglia. Fu lo stesso Di Giacomo – hanno accertato i carabinieri della Compagnia di Caserta – a confezionare il mega-ordigno con l’aiuto dei due fratelli di 21 e 17 anni; anche questi ultimi rimasero feriti, ma in modo più lieve, mentre il 25enne, che si trovava a pochi metri dai botti, fu colpito in pieno dall’esplosione, riportando gravi ustioni al corpo e lesioni interne a causa dell’onda d’urto; almeno sette auto restarono inoltre danneggiate, tre delle quali completamente distrutte, e molti vetri di appartamenti furono infranti. Di Giacomo fu soccorso e portato all’ospedale di Caserta, dove è rimasto in prognosi riservata fino a stamattina, quando è deceduto.

Vaccino: De Luca, Campania darà card di avvenuta certificazione

Sarà consegnata a chi ha fatto anche il richiamo

NAPOLI, 08 GEN – “La Campania darà una card di avvenuta certificazione a tutti i cittadini vaccinati dopo il richiamo”. Lo ha annunciato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che mostra il prototipo in diretta Fb.


    “Sul retro c’è un chip – spiega – ci auguriamo che tra qualche mese i cittadini la possono esibire per andare a cinema, ristorante con più tranquillità avendo la certificazione che sono stati vaccinati”.

Deejay Joseph Capriati accoltellato da padre dopo lite

A Caserta colpito al torace, è grave

 CASERTA, 09 GEN – Il deejay noto a livello internazionale Joseph Capriati, 33 anni, è stato accoltellato dal padre ed è finito all’ospedale di Caserta in pericolo di vita. Il papà del deejay, un 61enne, è stato invece arrestato per tentato omicidio e condotto in carcere dalla Polizia di Stato (squadra Volante della Questura di Caserta diretta da Luigi Ricciardi).


    Il ferimento di Capriati – hanno accertato i poliziotti – è avvenuto al termine di una lite che ha coinvolto il deejay e altri appartenenti al suo nucleo familiare, tra cui il padre, che ha impugnato un coltello da cucina colpendolo al torace. I poliziotti hanno poi trovato e sequestrato l’arma. Il dj Joseph Capriati solitamente vive in Spagna ma da quando è scoppiata la pandemia, anche a causa del blocco del lavoro, era tornato nella casa paterna a Caserta.

Pompei: la città antica in Podcast

Da domani su app gratuite e piattaforme

NAPOLI, 07 GEN – Da domani si potrà ascoltare il primo podcast sul Parco archeologico di Pompei. Si tratta di una serie di sei episodi dal titolo ”Pompei, La città viva” prodotto da “Piano P”,piattaforma italiana dei podcast giornalistici in collaborazione con “Electa”.

Gli episodi, sei in tutto, saranno disponibili per l’ascolto ogni venerdì sulle piattaforme Spotify, Spreaker, Apple Podcast e su tutte le principali app gratuite per podcast.
    Con la conduzione di Carlo Annese, 26 tra docenti universitari,archeologi,artisti e scrittori, insieme al direttore Massimo Osanna raccontano la storia e l’evoluzione di una delle più grandi ricchezze del patrimonio culturale italiano: dalla tragica eruzione del Vesuvio, che nel 79 dopo Cristo fece scomparire una città intera sotto una coltre di cenere e lapilli, alla scoperta casuale che diede inizio agli scavi nel 1748, nel Regno di Carlo di Borbone, fino al rilancio del Parco Archeologico.

Covid: figlia Maradona, ‘aumenti contagi?non incolpate papà’

Lettera aperta Giannina dopo polemiche assembramenti morte ‘Pibe

BUENOS AIRES, 07 GEN – La fine dell’incubo Covid anche in Argentina sembra essere lontana, nonostante l’arrivo dei primi vaccini, ed è polemica dopo l’aumento dei contagi, visto che il numero delle persone positive sale ogni giorno.
    Fra i motivi che hanno portato a questa situazione vengono menzionati gli assembramenti verificatisi a Buenos Aires, in particolare davanti alla Casa Rosada con decine di migliaia di persone, il 25 e 26 novembre scorsi, dopo che si era sparsa la notizia della morte di Diego Armando Maradona, e poi in occasione dei funerali. Così la figlia Giannina ha scritto una lettera aperta su Twitter per dire “non incolpate papà per l’aumento dei contagi”.
    “Vedremo com risolvere la cosa, sappiamo che Diego era un po’ di tutti – scrive Giannina Maradona, ex compagna del ‘Kun’ Sergio Aguero dal quale ha avuto un figlio – ed è bellissimo vedere tutti i murales che vengono fatti in suo onore. Ed è bello anche il fatto che chiunque ci dica che vuole andare presso una di queste opere a deporre dei fuori possa farlo. Prudenza con le parole, ed empatia e pietà per chi è passato in una situazione come la nostra, e per coloro che non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai propri familiari a causa di ciò che stiamo vivendo”.
    “Ma non è stata colpa di Maradona – scrive ancora Giannina – per quello che è successo lo scorso 25 novembre (data della morte dell’ex fuoriclasse n.d.r.). Io avrei preferito rimanere in una stanza sola con la mia famiglia, non incolpateci per l’aumento dei contagi. Rispetto per lui che ora è in cielo, rispetto per noi rimasti qui a piangere per nostro papà, o fratello, o nonno o amico. E grazie ancora per tutti qui bellissimi messaggi, i fiori, le cose che avete lasciato”.

Scuola: pro e contro Dad a Napoli finisce ‘a ombrellate’

Studenti, Didattica a distanza non basta ma vogliamo sicurezza

NAPOLI, 07 GEN – Un diverbio per una mascherina abbassata per fumare ha fatto scaldare gli animi davanti alla Regione Campania dove si sono incontrati piccoli gruppi di genitori No Dad e Si Dad. Una scaramuccia che è finita a ombrellate. Pochi attimi di caos che sono subito rientrati.
    Tutto era iniziato con uno scambio di vedute rispetto al tema del rientro a scuola in presenza.
    “Sono stato aggredito perché ho espresso un parere a una persona senza mascherina e non ho alzato un dito. Tra i No Dad ci sono No Mask, negazionisti. Sono agguerriti e violenti”. A parlare è Ferdinando Piciccio, amministratore del gruppo ‘Tuteliamo i nostri figli in Campania’, favorevole alla Dad, che conta 26200 iscritti, e che oggi davanti alla sede della Regione Campania ha ricevuto n’ombrellata in occasione del presidio dei No Dad.
    “La Dad – afferma – è un’opportunità che ci consente di vedere i nostri figli studiare e avere un’istruzione. Mi domando perché, in questo momento dovremmo chiudere in un’aula i nostri ragazzi esponendoli al rischio di contagio quando invece altri luoghi come cinema e teatri sono chiusi. Crediamo – aggiunge – che sia indispensabile tutelare prima di tutto la salute anche perché abbiamo visto morire i nostri cari, soffrire gli amici: ora è il momento di essere prudenti e attenti e la Dad è il giusto compromesso”. Qualora dovesse arrivare il via libera al ritorno alla didattica in presenza, i Si Dad non sono certi di mandare i loro figli a scuola. “Valuteremo la situazione, l’andamento dei vaccini, il numero di contagi – spiega Piciccio – e riteniamo che circa il 50 per cento delle famiglie non manderebbe i ragazzi a scuola anche perché, nonostante alcuni limiti, con la Dad le cose stanno funzionando e inoltre grazie alla Dad molti ragazzi hanno imparato a utilizzare davvero la tecnologia perché fino ad ora i pc erano usati solo per i videogiochi”.
    Iin piazza anche studenti delle scuole superiori che al momento non hanno ancora certezza sul ritorno in classe. Studenti non convinti della Dad ma che, al tempo stesso, chiedono che le loro scuole siano sicure prima del rientro.

Vaccini: podologi, curiamo piede diabetico,serve subito dose

Lettera albo a Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari

NAPOLI, 07 GEN – I podologi che operano in regime di libera professione o alle dipendenze del privato puro, ricoprono un ruolo fondamentale nella prevenzione e cura del piede diabetico come in tutte le altre patologie che necessitano di trattamenti in urgenza come piede reumatico, piede vascolare, effetti collaterali da chemioterapici e chiedono quindi di essere tra i soggetti sottoposti in prima istanza al vaccino contro il covid19.
    E’ questo, si sottolinea nel documento diffuso a Napoli, il contenuto di una lettera inviata dalla Commissione di albo nazionale podologi al presidente Alessandro Beux e al comitato centrale della Federazione TSRM-PSTRP (Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione).   I podologi sottolineano che le azioni coordinate per la prima fase di vaccinazioni mette in evidenza come siano principalmente rivolte a “personale ospedaliero e territoriale, ospiti e lavoratori delle Rsa, operatori che afferiscono a strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario regionale[…], personale delle Pubbliche assistenze che si occupano dei trasporti sanitari, inclusi quelli in emergenza-urgenza, operatori che operano nel complesso ospedaliero del Sistema sanitario. “Da questa previsione restano esclusi, di fatto, tutti gli operatori sanitari e sociosanitari che operano alle dipendenze del privato puro o come liberi professionisti, colleghe e colleghi che pure rientrano nel novero delle professioni sanitarie, ugualmente esposti al rischio di contagio”, sottolinea la categoria.
    “Tenuto conto – si legge – dei contesti in cui operano, delle attività che svolgono, delle prestazioni erogate e, più di tutto, dei destinatari della loro opera, la commissione di albo nazionale Podologi richiede di attivarsi al fine di prevedere quanto prima che tutti gli operatori sanitari e sociosanitari rientrino tra i soggetti con possibilità prioritaria di vaccinazione, a prescindere dalla natura del datore di lavoro o dallo stato libero professionale”. I podologi informano anche di aver approntato un questionario per definire i numeri dei podologi che aderiranno alla campagna di vaccinazione.

Covid: in Campania curva contagi in leggero aumento

39 persone decedute, 997 guariti

NAPOLI, 07 GEN – In leggero aumento, in Campania, la percentuale tamponi -positivi. Secondo quanto rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania, nelle ultime 24 ore sono 1.052 i casi positivi al Covid – 115 sintomatici – su 11.930 tamponi esaminati.

La percentuale è dunque pari al 8,81%, ieri era 7.93%.
    39 le persone decedute – 8 nelle ultime 48 ore e 31 deceduti in precedenza ma registrati; ieri – 997 le persone guarite.; ;Questo, invece, il report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 96; Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (Posti letto Covid e Offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 1.385. 

Napoli: nuovo video su social,inseguono e terrorizzano rider

Consigliere Borrelli pubblica su fb,simbolo parte malata società

 NAPOLI, 06 GEN – Inseguono e terrorizzano un rider a Napoli, c’è un nuovo video pubblicato sui social, ma stavolta senza violenza fisica, dopo l’episodio avvenuto ai danni del 50enne picchiato e che si è visto sottrarre lo scooter da 6 persone. A denunciarlo è di nuovo il consigliere campano di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che pubblica le immagini sulla sua pagina fb.

ubblica su fb,simbolo parte malata società

 © ANSA

– RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIRERedazione ANSANAPOLI06 gennaio 202119:13NEWS

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(ANSA) – NAPOLI, 06 GEN – Inseguono e terrorizzano un rider a Napoli, c’è un nuovo video pubblicato sui social, ma stavolta senza violenza fisica, dopo l’episodio avvenuto ai danni del 50enne picchiato e che si è visto sottrarre lo scooter da 6 persone. A denunciarlo è di nuovo il consigliere campano di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che pubblica le immagini sulla sua pagina fb.TIM Business Mobile in promozione limitata: a 11,99€/mese solo onlineTIM BUSINESS

“Ci hanno segnalato un video pubblicato su Tik Tok dove alcuni ragazzi inseguono un rider – spiega – ‘Facendo rapine’ scrivono come testo sul video, ‘mo ce lo facciamo’, espressione dialettale che sta a significare ‘ora lo freghiamo, ora lo derubiamo’. Sono arrivati a prendersi gioco di una vicenda drammatica. Purtroppo c’è una parte della società che è malata, che esce la sera – in piena zona rossa – per deridere e impaurire i rider che non fanno nient’altro che il proprio lavoro”.
    “Quello che è accaduto a Gianni, il rider aggredito a Napoli, è la rappresentazione delle difficoltà e dei pericoli che quotidianamente siamo costretti ad affrontare. Il problema sta nella mancanza di tutela e di diritti da parte delle istituzioni e dello Stato. Noi lavoriamo con partita Iva, paghiamo le tasse ma non abbiamo diritto a nulla, niente ferie, niente malattie, nessun rimborso spese, nessuna esenzione. Vogliamo essere tutelati ed avere diritti ed essere riconosciuti come categoria”, ha raccontato Emanuele Petrone, portavoce dei rider di Glovo di Napoli centro, in un incontro con il consigliere Borrelli. “I rider vanno riconosciuti come categoria e tutelati.
    Lavorano per 25 -30 euro al giorno con pioggia, freddo, rischiando rapine ed aggressioni e spesso sono anche vittime di ogni ordine di ‘scherzo’ – afferma Borrelli -. Questi lavoratori devono potersi organizzare come categoria riconosciuta ed avere diritti e rappresentati sindacali. Soprattutto durante il lockdwn queste persone hanno lavorato duramente per portare avanti il settore della ristorazione e distribuire le spese di genere alimentari dai supermercati, hanno svolto un compito essenziale e complicato, eppure nessuno ha riconosciuto i loro meriti e la loro indispensabilità. Noi siamo dalla loro parte e i batteremo per i loro diritti” conclude il consigliere Borrelli. 

Rider aggredito: restano in carcere i maggiorenni del branco

Hanno 19 e 20 anni,sono accusati di concorso in rapina aggravata

NAPOLI, 06 GEN – Il gip di Napoli Enrico Campoli ha confermato il decreto di fermo e disposto il carcere per i due giovani di 19 e 20 anni coinvolti nell’aggressione ai danni del rider 50enne Giovanni Lanciano, picchiato e derubato dello scooter, a Napoli, la notte tra venerdì e sabato scorsi, mentre si accingeva a completare la sua ultima consegna. La decisione è stata presa al termine dell’udienza di convalida del decreto di fermo emesso per i reati di rapina aggravata in concorso dalla Procura (pm Federico D’Amodio, procuratore aggiunto Rosa Volpe).


    Del branco hanno fatto parte anche due 17enni e due 16enni, anche loro sottoposti a fermo, per lo stesso reato, dalla Procura per i Minorenni di Napoli (sostituto procuratore Nicola Ciccarelli).